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8 Marzo 2026: Le infermiere, cuore pulsante della sanità donne di pace che curano l’Italia 

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In occasione della Giornata Internazionale della Donna, NurseTimes celebra le migliaia di infermiere che ogni giorno, con competenza, dedizione e umanità, tengono in piedi il Sistema Sanitario Nazionale e rappresentano il volto più visibile della cura nel nostro Paese.

Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre 2025 dell’Albo nazionale Fnopi, su 461.452 infermieri e infermieri pediatrici iscritti, 352.399 sono donne, pari al 76,37% del totale. Una presenza femminile che sale quasi al 98% nella pediatria e che, in alcune regioni del Nord, sfiora l’86%. Una su tre ha tra i 51 e i 60 anni: è la generazione che ha affrontato la pandemia in prima linea e che oggi, con grande senso di responsabilità, guarda al ricambio generazionale. Nel 2026, infatti, su 4.201 colleghi che raggiungeranno l’età pensionabile, ben 3.078 sono donne. Un dato che ci ricorda quanto sia urgente investire in formazione e attrattività della professione per le nuove leve.

Le infermiere non sono solo “la maggioranza” della professione: ne sono l’anima. Da Florence Nightingale a oggi, la storia dell’infermieristica è scritta in gran parte al femminile. In Italia abbiamo esempi straordinari di leadership – dalla Presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli alla moltitudine di coordinatrici, direttori assistenziali e ricercatrici – che dimostrano ogni giorno come competenza e cura possano (e debbano) andare di pari passo con riconoscimento e pari opportunità.

Eppure le sfide restano concrete. Conciliare turni, vita familiare e formazione continua è ancora troppo spesso un esercizio di equilibrio acrobatico. I ruoli di vertice nella dirigenza sanitaria e nelle organizzazioni professionali sono ancora sottodimensionati rispetto alla presenza femminile. Il carico emotivo e fisico del lavoro di cura pesa in modo particolare sulle donne, che continuano a sobbarcarsi gran parte del lavoro domestico e di accudimento.

Per questo l’8 marzo non è solo una festa: è un momento di riflessione e di impegno concreto. In linea con il tema globale “Rights. Justice. Action. For ALL Women and Girls” (ONU) e con lo spirito “Give To Gain” della campagna internazionale, vogliamo ricordare che i diritti delle infermiere sono diritti di tutti i cittadini. Una professione riconosciuta, valorizzata economicamente e protetta nella sua salute psico-fisica è sinonimo di un sistema sanitario più equo, resiliente e umano.

Oggi rendiamo omaggio a ogni infermiera: a quella che inizia il turno alle 6 del mattino con un sorriso, a quella che studia di notte per specializzarsi, a quella che torna a casa e trova ancora energie per essere mamma, moglie, figlia. A quelle che, silenziose, hanno tenuto in piedi gli ospedali nei momenti più bui e continuano a farlo ogni singolo giorno.

Che la vostra voce sia sempre più ascoltata, il vostro lavoro sempre più riconosciuto e il vostro futuro sempre più luminoso. Perché quando le donne che curano stanno bene, sta meglio l’intera comunità.

E in questo giorno di celebrazione, un monito chiaro e pacato per la pace: le infermiere, con le loro mani che curano senza distinzione di etnia, credo o provenienza, ci ricordano ogni giorno che la vera forza non è nella divisione, ma nell’unità. In un mondo ancora segnato da conflitti, la pace non è un’utopia lontana: è il risultato quotidiano di gesti di cura, ascolto e rispetto reciproco. Le donne che curano – di ogni etnia, di ogni cultura – sono il simbolo vivente di questa possibilità. Solo riconoscendo e proteggendo il loro ruolo potremo costruire un domani di armonia, giustizia e speranza per tutte le donne e le ragazze del pianeta.

Buon 8 marzo a tutte le infermiere d’Italia.

Redazione NurseTimes

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