Elio Calbo, suo figlio Enrico e Massimo Marullo avrebbero redatto false cartelle cliniche al fine di utilizzare le sale chirurgiche del Policlinico per interventi estetici.
Avrebbero diagnosticato falsi tumori alla mammella per poter rifare il seno alle pazienti, evitando loro di sostenere spese in qualche clinica privata e appesantendo invece i conti dello Stato con interventi di chirurgia estetica. Sotto accusa per peculato e per aver redatto false cartelle cliniche al fine di utilizzare impropriamente le sale chirurgiche sono tre medici del Policlinico di Messina.
Si tratta di Elio Calbo, di suo figlio Enrico Calbo e di Massimo Marullo. Sentiti dalla prima sezione del Tribunale di Messina, hanno spiegato come effettuavano gli interventi. Nessuna delle donne operate è imputata, perché tutte ignare: credevano che le procedure fossero lecite. Il Policlinico è invece coinvolto nella doppia veste di parte civile e di responsabile. Parte civile anche una paziente alla quale i dottori avevano diagnosticato una neoplasia, sottoponendola a intervento per ben quattro volte.
I giudici hanno passato in esame i dodici casi di mastectomia nel reparto di Endocrinologia diretto all’epoca dei fatti da Elio Calbo, finito nel mirino degli inquirenti nel 2016 per prestazioni effettuate dal 2011 al 2013, quando fu sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. La sentenza è prevista per il 4 luglio.
Redazione Nurse Times
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