“L’incremento per la sanità è un’esigenza”. Questa la posizione emersa dalla Conferenza delle Regioni, riunita ieri in seduta straordinaria per discutere della proposta da portare al Governo in vista della prossima Legge di Bilancio. Un’esigenza condivisa dai presidenti, che dovrà essere tradotta in una richiesta finanziaria precisa.
Nella bozza elaborata dalla Commissione Salute erano stati indicati oltre 18 miliardi di risorse aggiuntive per la sanità nel triennio 2027-2029, insieme al superamento dei vincoli alla spesa per il personale, a maggiori risorse per medici e infermieri e a un nuovo Fondo da 1,5 miliardi per l’innovazione terapeutica. Ma sui numeri la Conferenza non ha ancora dato il via libera definitivo.
Ieri è stata infatti approvata la parte ordinamentale del documento, cioè i contenuti e le esigenze da sottoporre al Governo. Per la parte finanziaria servirà un nuovo passaggio: la prossima settimana si riuniranno le Commissioni Salute e Affari finanziari per verificare le spese vincolate e quantificare le risorse necessarie. Soprattutto sulla ripartizione dei fondi. L’obiettivo è arrivare a un “quadro definitivo” delle richieste da portare sul tavolo.
“Vogliamo collaborare con il Governo, facendo emergere le necessità reali, chiedendo delle risorse precise – ha detto il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga -. Non intendiamo aprire una negoziazione fine a sé stessa, ma discutere di risorse che servono alle concrete esigenze del Servizio sanitario nazionale”.
Poi la previsione sui tempi: “Penso che in una settimana faremo il quadro definitivo. E poi ci si confronterà col Governo”. Intanto la linea delle Regioni è unanime. “C’è necessità di un incremento sostanzioso”, ha detto il governatore del Lazio, Francesco Rocca, indicando tra i fattori di spesa anche energia e farmaceutica. In particolare, ha aggiunto, c’è necessità di una revisione delle politiche sul personale, “con aumenti spalmati su più anni per raggiungere la media europea”.
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha invece spiegato che serviranno verifiche: “Aspettiamo qualche giorno e capiremo la richiesta definitiva da proporre al Governo”. Ma “senza nuove risorse”, ha avvertito, “rischia di saltare il sistema sanitario in tutte le regioni italiane”.
Redazione Nurse Times
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