Il 5 ottobre debutta il test per i nuovi percorsi clinici: area critica scelta dal 60% dei candidati secondo FNOPI
Giornata storica per la formazione infermieristica italiana. Oggi, 5 ottobre 2026, si svolgono le prove in lingua italiana per l’accesso alle nuove lauree magistrali in Scienze infermieristiche specialistiche, che debuttano nell’anno accademico 2026/2027.
La FNOPI aggiorna al rialzo i dati diffusi nei giorni scorsi: le domande definitive sono 3.742, rispetto alle circa 3.300 inizialmente rilevate, per i 759 posti complessivamente indicati nei nuovi percorsi attivati dai 13 atenei “pionieri”.
A trainare le candidature è Cure intensive e nell’Emergenza: 2.287 domande per 260 posti, pari al 61,1% delle preferenze e a 8,8 candidati per posto. Seguono Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità, con 1.196 domande per 316 posti (32%), e Cure neonatali e pediatriche, con 259 domande per 115 posti (6,9%).
Tiene anche la magistrale “classica” in Scienze infermieristiche e ostetriche: negli stessi atenei registra 2.292 domande per 706 posti per il profilo infermieristico.
Per la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli, il boom delle adesioni conferma la «maturità della professione» e la richiesta degli infermieri di strumenti accademici e clinici adeguati alla crescente complessità dell’assistenza.
La riforma, introdotta dai decreti ministeriali n. 159/2026 e n. 177/2026, rappresenta un passaggio rilevante nell’evoluzione delle competenze avanzate degli infermieri e apre nuove prospettive professionali nell’assistenza territoriale, pediatrica, intensiva e nell’emergenza.
NurseTimes rivolge un sincero augurio di buona prova a tutti gli infermieri impegnati oggi nei test, protagonisti di una giornata destinata a segnare una nuova fase della professione.
Nel pomeriggio l’attenzione sarà sui dati dell’affluenza, sull’andamento delle prove e sulle prime impressioni dei candidati. Ma il vero banco di prova arriverà subito dopo: trasformare questa nuova formazione universitaria in ruoli, funzioni, responsabilità e percorsi di carriera realmente riconosciuti all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Perché l’interesse dimostrato da migliaia di infermieri rappresenta anche un messaggio alle istituzioni: investire nelle competenze avanzate non può limitarsi alla nascita di nuovi titoli accademici. Dovrà tradursi nella possibilità concreta di utilizzare quelle competenze negli ospedali, nell’emergenza, nelle cure pediatriche e soprattutto nella nuova sanità territoriale.
Il 5 ottobre 2026 potrebbe quindi essere ricordato non soltanto come il giorno del primo test, ma come l’inizio di una nuova stagione dell’infermieristica italiana. La sfida, da domani, sarà dare a quella specializzazione un riconoscimento professionale, organizzativo ed economico coerente con le responsabilità acquisite.
NurseTimes continuerà a seguire l’evoluzione delle selezioni, raccogliendo testimonianze dei candidati, dati sull’affluenza e aggiornamenti dai diversi atenei.
Redazione NurseTimes
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