Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Opi Roma.
Tempo di maturità: e la prosecuzione degli studi, l’entrata nel mondo del lavoro? Il nuovo Rapporto AlmaLaurea su dati relativi all’anno 2025 conferma l’elevata e rapida integrazione nel mercato del lavoro da parte dei laureati della classe L/SNT1 (Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche).
Nella nostra regione – trascurando le recenti polemiche politiche, in cui non entriamo – mancano dai 5mila ai 7mila infermieri. E lo scorso anno ha visto più offerta che domanda ai corsi di laurea in Infermieristica. Possiamo ricordare ai giovani che si trovano di fronte alla scelta post-maturità alcune realtà significative?
A un anno dalla laurea lavorano il 90,4% degli uomini e l’89,8% delle donne. Nel Lazio, i laureati sono per il 25% uomini e per il 75% donne. Il 45% dei neo laureati lavora con contratto a tempo indeterminato, il 42% con contratto a tempo determinato, e ben il 9% svolge attività lavorativa in proprio.
Un segnale, questo, in forte crescita: gli infermieri sembrano assumere una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo professionale e della domanda di salute che a esso si rivolge. È purtroppo da rilevare l’esistenza di un gap di genere anche nella nostra regione per quanto riguarda le retribuzioni dei neolaureati: quella media degli uomini è di 1.775 euro, quella delle donne di 1.666. Come si vede, un gap non da poco.
“I dati di AlmaLaurea sul Lazio confermano tendenze consolidate da anni – dichiara Maurizio Zega (foto), presidente di Opi Roma –, ma forse qualche riflessione sulla efficacia occupazionale di questo percorso accademico va offerta ai giovani, accompagnata da un’avvertenza proprio per il prossimo anno accademico 2026/2027: saranno attivi i corsi delle tre nuove lauree magistrali in Scienze infermieristiche specialistiche”.
In particolare:
- a Tor Vergata il corso in Cure neonatali e pediatriche
- al Campus Biomedico il corso in Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità
- Alla Sapienza tutte e tre le specialità: Cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità, Cure neonatali e pediatriche, Cure intensive e nell’emergenza.
“Insomma, per la prima volta – commenta ancora Zega – chi prenderà in considerazione la nostra professione si troverà di fronte non solo ad una laurea che assicura un pronto inserimento nel mercato del lavoro, ma anche una seria prospettiva di carriera. E si spera che di fronte a questo passo avanti anche la contrattazione nazionale, sulla quale non ci compete pronunciarci, voglia prenderne atto”.
Conclude il presidente di Opi Roma: “Gli infermieri, che già non sono ‘tutti uguali’, marciano verso una sempre più alta e finalmente riconosciuta specializzazione: è bene che su questo i giovani possano riflettere. Un ruolo essenziale possono svolgerlo proprio i mezzi di comunicazione, per sfatare mentalità tanto superate quanto ingiustificate sul piano scientifico”.
Redazione Nurse Times
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