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Incannula arteria anziché vena: richiesti € 30.000 di risarcimento ad infermiera perugina per il dolore provocato alla paziente

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Incannula arteria anziché vena: richiesti € 30.000 di risarcimento ad infermiera perugina per il dolore provocato 2
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Ha incannulato un’arteria per errore nel tentativo di posizionare un catetere venoso periferico ad una paziente ricoverata per accertamenti cardiaci presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia

Il dispositivo avrebbe dovuto essere utilizzato per effettuare un prelievo ematico e successivamente infondere liquidi ed una terapia farmacologica per via endovenosa.

Per l’accusa, però, l’infermiera, difesa dall’avvocato Luca Natalicchi, avrebbe compiuto una manovra errata, raggiungendo un’arteria. Sempre secondo i famigliari, per due giorni nessuno si sarebbe accorto di nulla. Trascorso il periodo di degenza la donna venne rimandata a casa con la lettera di dimissione.

Nella propria abitazione però, la donna avrebbe riferito ai parenti di avvertire un forte dolore in prossimità dell’arto nel quale era stato posizionato l’ago cannula.

Un presunto malore avrebbe portato ad un secondo ricovero durante il quale emerse l’errore. L’avvocato della paziente presentò pertanto una denuncia nei confronti della professionista sanitaria dipendente dell’ospedale perugino.

Il nosocomio propose un risarcimento di 10.000 euro che però venne rifiutato. La parte lesa chiederebbe almeno 30.000 euro per il danno subito in seguito alla puntura accidentale dell’arteria ed il successivo disagio arrecato alla signora.

In tribunale, oltre all’infermiera responsabile dell’errore, compariranno anche i dirigenti ospedalieri e un rappresentante dell’assicurazione come responsabile civile.

Simone Gussoni

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