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Il Veneto sperimenta l’arrivo di infermieri stranieri: si parte dall’Ulss 1 Dolomiti (Belluno)

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Partirà dall’Ulss 1 Dolomiti di Belluno la prima sperimentazione veneta per il reclutamento, inserimento, integrazione e formazione di infermieri provenienti dall’estero. L’iniziativa è stata presentata a Belluno, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa.

Oltre alla Regione Veneto, alla prefettura e all’Ulss Dolomiti, hanno partecipato i rappresentanti degli enti locali, dell’Università di Padova, dell’Ordine degli infermieri, BIM, ATER e Associazione Bellunesi nel Mondo. La sperimentazione si svolgerà applicando i criteri approvati con la delibera regionale n. 3 del 10 aprile 2026.

In questa prima fase gli approfondimenti potranno riguardare in particolare il Brasile meridionale e l’Argentina, Paesi dove è forte la presenza di comunità venete e bellunesi e di reti associative e istituzionali potenzialmente utili allo sviluppo dell’iniziativa, ma tale indicazione non determina una scelta definitiva o esclusiva.

“La scelta di Belluno come area di partenza della sperimentazione non è casuale – fa notare Gerosa –, perché abbiamo tenuto conto della presenza nel territorio di una rete istituzionale e formativa e associativa molto favorevole allo sviluppo del progetto, del legame storico con le comunità dell’emigrazione veneta e bellunese all’estero, della presenza della sede di Feltre del corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Padova e delle progettualità territoriali già attive in materia di residenzialità e accoglienza”.

E ancora: “L’ampia presenza istituzionale alla presentazione dell’iniziativa dimostra che è la scelta giusta, perché per la sua buona riuscita sarà necessario il coinvolgimento coordinato dei soggetti istituzionali territoriali, formativi, professionali e associativi come prefettura, Ulss Dolomiti, Università di Padova, enti locali, Opi Belluno e reti associative del territorio”.

Il progetto potrà essere sviluppato attraverso due canali. Il primo è rivolto a infermieri già formati e interessati a un inserimento lavorativo nel Servizio sanitario regionale, nel rispetto delle regole nazionali sull’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie, sulla base dei titoli conseguiti all’estero e delle successive procedure di riconoscimento. Il secondo canale è di natura universitario-formativa, per verificare, in collaborazione con l’Università di Padova ed eventuali atenei esteri, la praticabilità di percorsi integrati di proseguimento o integrazione degli studi per studenti di Infermieristica provenienti dall’estero.

“L’inserimento di infermieri – precisa Gerosa – dovrà essere accompagnato da adeguate misure di formazione linguistica, affiancamento clinico-organizzativo, tutoraggio e monitoraggio, tenendo conto anche degli effetti sulle comunità professionale locale e sul personale già in servizio”.

Particolare attenzione sarà posta su autenticità, completezza e coerenza dei titoli e dei percorsi formativi con il profilo infermieristico, sulla valutazione delle competenze professionali e linguistiche e sulla capacità dei candidati di operare in sicurezza nei contesti clinici, relazionali e organizzativi.

Redazione Nurse Times

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