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Giornata internazionale dell’infermiere, Nursing Up: “La celebrazione del declino”

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Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del sindacato Nursing Up.

Immaginate un ospedale all’avanguardia, dove i chirurghi sono pronti a operare, ma non esiste nessuno che predisponga  la sala, somministri le cure o monitori il paziente nelle ore notturne. Quell’ospedale è l’Italia: una nave che potenzia la sala comando, ma lascia la sala macchine deserta. Oggi, 12 maggio, Giornata internazionale dell’infermiere, ancora una volta non è una festa, ma la celebrazione di un fallimento strutturale.

L’IPERTROFIA MEDICA E L’ANEMIA DELL’ASSISTENZA

“Siamo di fronte a un’architettura irrimediabilmente sbilanciata – dichiara Antonio De Palma, presidente nazionale Nursing Up -. Abbiamo un’ipertrofia di prescrittori, a fronte di un’anemia di quegli ‘infermieri polmoni’ che devono garantire il respiro quotidiano del sistema”.

E ancora: “Il rapporto infermieri/medici in Italia, come certificato dal dossier ‘State of Health in the EU – Profilo della sanità 2025’ dell’OCSE presentato di recente al CNEL, è inchiodato a 1,3, contro una media UE di 2,2. Se guardiamo alla Svezia, citata spesso per la longevità, il rapporto è di 4,1 infermieri per ogni medico: lì il sistema respira, qui è in apnea. Non reggiamo la pressione della realtà assistenziale che emerge dai dati consolidati del Profilo Sanitario Nazionale 2025. Il baratro, secondo il dossier, è profondo anche nel portafoglio: l’Italia investe appena 3.086 euro pro capite (-19% rispetto alla media UE)”.

IL DATO SHOCK: IL DEFAULT GENERAZIONALE (UN’ENTRATA OGNI TRE USCITE)

Al quadro già drammatico si aggiunge il verdetto del “burnout demografico”. Secondo le proiezioni elaborate incrociando i dati AGENAS 2025/2026 e i flussi previdenziali, entro il 2030 l’Italia perderà per pensionamento circa 100.000 infermieri, un terzo della forza lavoro attuale.

“Con il ritmo attuale delle lauree e il tasso di abbandono precoce, copriremo solo il 30-35% dei posti vacanti – avverte il presidente Nursing Up -. In termini pratici: per ogni tre infermieri che andranno in pensione, il sistema riuscirà a metterne in corsia soltanto uno. È il fermo biologico del sistema sanitario”.

L’ESTINZIONE DELLA PROFESSIONE: -54% DI ASPIRANTI DAL 2010

Il declino della formazione è un verdetto senza appello. I dati ufficiali del Ministero dell’Università (MUR/CINECA) parlano chiaro: dal 2010 al 2024 l’Italia ha perso il 54,2% degli aspiranti infermieri. Si è passati dalle 46.281 domande di quattordici anni fa alle sole 21.250 dell’ultimo anno. L’indagine basata sui database OECD.Stat certifica il baratro: l’Italia sforna appena 12 laureati ogni 100.000 abitanti, contro una media europea di 45.

HARAKIRI PROFESSIONALE: IL 35% MOLLA SUBITO

Oltre alla fuga all’estero, emerge un dato inquietante: le rilevazioni dello studio multicentrico dell’Università di Genova (DISSAL) certificano che il 35% dei nuovi professionisti manifesta l’intenzione di abbandonare l’assistenza diretta entro i primi anni dal titolo per impieghi amministrativi o fuori dal comparto sanità.

STIPENDI BLOCCATI: IL GAP DI 13.000 DOLLARI CHE CI UMILIA

Il confronto con l’Europa è impietoso. Secondo il rapporto Health at a Glance 2025, gli infermieri italiani percepiscono una retribuzione media di 48.000 USD (PPP), a fronte di una media OCSE di 61.000 USD. Un divario di ben 13.000 dollari annui che trasforma i nostri professionisti nei “nuovi poveri”.

J’ACCUSE DI DE PALMA: “MANCANO 175MILA INFERMIERI”

“Siamo davanti a una desertificazione programmata – attacca il presidente Nursing Up -. Mancano all’appello oltre 175mila infermieri rispetto agli standard UE. La Corte dei Conti ci inchioda: l’Italia investe nel personale il 19% in meno della media europea. Secondo il DEF (Documento di Economia e Finanza), la spesa sanitaria sul PIL scivolerà al 5,8% entro il 2029”.

FUGA SENZA FINE: 23MILA DIMISSIONI VOLONTARIE E AGGRESSIONI

Nel 2024 oltre 23mila professionisti hanno rassegnato le dimissioni volontarie dal SSN (Dati Osservatorio INPS sul lavoro pubblico). Scappano anche dalla violenza: secondo le analisi elaborate dal Nursing Up (incrociando i dati Cease-It), le aggressioni registrano un incremento netto del 4% nel 2025, superando i 130mila episodi.

LA RIFLESSIONE DEL NURSING UP

“Continuare a tagliare sulla pelle di chi garantisce l’assistenza h24 è un affronto  verso i cittadini», conclude il presidente Nursing Up -. Il 12 maggio è un giorno di lotta: o ritroviamo la dignità di uno ‘stipendio europeo’, o prima o poi, l’ultimo infermiere che resterà in corsia non avrà nessuno a cui passare la staffa”.

Redazione Nurse Times

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