In seguito alla pubblicazione di numerosi articoli sul caso di un bimbo di quattro giorni che avrebbe riportato gravi danni a causa del soffocamento durante le manovre di allattamento all’ospedale Ospedale San Giovanni di Dio – Torregalli di Firenze, la difesa di due infermiere coinvolte interviene con una replica formale, ribadendo la necessità di attendere l’esito del processo prima di trarre conclusioni sulla dinamica dell’episodio. Lo scrive la Nazione.
Ricordiamo che la Procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio dei sei operatori sanitari coinvolti nella vicenda, ipotizzando che i danni al piccolo siano collegati a un arresto cardiocircolatorio derivante da omissioni e distrazione durante la somministrazione del latte in ospedale. Ebbene, l’avvocato Rudi Caldesi, legale delle due infermiere, contesta tale ricostruzione, definendola una “mera ipotesi” dell’accusa e delle parti offese.
Secondo la difesa, tale versione dei fatti non troverebbe riscontro né nella documentazione agli atti né nella perizia disposta nell’ambito dell’incidente probatorio. Gli accertamenti tecnici preliminari, inoltre, sarebbero in contrasto con l’ipotesi accusatoria. Il legale sottolinea infine che, trovandosi il procedimento ancora nella fase predibattimentale, le responsabilità degli indagati non sono state accertate.
Redazione Nurse Times
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