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Episodio di razzismo nei confronti di un paziente ivoriano: «L’infermiera mi ha detto “Devi morire”»

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Episodio di razzismo nei confronti di uno studente ivoriano:”Devi morire”
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Una denuncia che ha dell’incredibile giungerebbe attraverso un video pubblicato su Facebook da Souleymane Rachidi, studente ivoriano di 20 anni, residente nella Valle dell’Irno.

Il giovane avrebbe chiamato ieri sera il 118 in seguito ad un dolore toracico insorto all’improvviso. Il personale dell’ambulanza, giunto a casa del ragazzo, ha immediatamente ospedalizzato il paziente dirigendosi verso il pronto soccorso dell’ospedale Curteri di Mercato San Severino.

“Arrivato al Pronto Soccorso, una donna del personale ospedaliero, immagino un’infermiera, mi ha iniziato a rivolgere insulti, dicendo che sarei dovuto tornare al mio Paese ed augurandomi più volte di morire”.

Souleymane, sconvolto per l’episodio accaduto, ha deciso di riprendere la scena con il suo cellulare: nel video si sente chiaramente la voce in sottofondo di una donna che lo offende ripetutamente:

“Questa è l’Italia? Dove la vita umana non ha nessun valore, in un ospedale pubblico dove ti dicono devi andare al paese tuo, devi morire perché sei nero? Dopo questo episodio ho deciso di non curami più e sono andato via da questo ospedale. Io sono fiero della mia razza e sono fiero di colore della mia pelle. Andate a dire a Salvini che sono ancora vivo”, ha scritto il giovane su Facebook.

Dopo aver abbandonato l’ospedale facendo ritorno a casa, avrebbe chiesto aiuto al proprio datore di lavoro, dato che il dolore toracico non sembrava risolversi.

Il titolare della ditta nel quale lavora lo ha accompagnato al Ruggi di Salerno: dopo la visita e gli accertamenti del caso, è emerso che il malore fosse connesso ad una patologia bronchiale che Souleymane dovrà risolvere tornando presso il nosocomio salernitano che lo ha preso in cura.“

Non è chiaro chi fosse l’interlocutore del ragazzo nel video ne se tanto meno si trattasse di un infermiera o di uno dei tanti operatori ospedalieri che vengono costantemente appellati dalla stampa e dai cittadini con il termine di infermiere.

Ne la Direzione Sanitaria dell’ospedale ne la magistratura hanno ancora avviato indagini per chiarire quanto accaduto, seguiremo da vicino questa incresciosa situazione.

Simone Gussoni

 

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