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Emendamento sanitari radiati, Fnopi: “Indebolire il ruolo degli Ordini danneggia i cittadini e il loro diritto alla salute”

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“Se il Parlamento indebolisce il ruolo di enti sussidiari che lo Stato ha affidato agli Ordini professionali, si apre una frattura istituzionale che non reca giovamento a nessuno, men che meno alla salute dei cittadini che ogni giorno tuteliamo”. La Fnopi commenta così la notizia dell’emendamento approvato in Commissioni Affari sociali della Camera, che pur non disponendo un reintegro automatico dei professionisti sanitari radiati, apre una finestra temporale per presentare istanza di reiscrizione, subordinandola a precisi requisiti procedurali e, nei casi di condanna penale, all’ottenimento della riabilitazione.

Il testo approvato fa riferimento ai “fatti non dolosi connessi alla pandemia”, lasciando intravedere una sorta di “sanatoria” per gli infermieri che, per le loro posizioni apertamente antiscientifiche e contrarie alla deontologia, furono oggetto di sanzioni disciplinari, fino ad arrivare all’estromissione dalla comunità professionale.

“Non si trattò di decisioni prese con leggerezza – spiega la Fnopi -. In molti casi rappresentano ferite ancora aperte. Se lo abbiamo fatto, è per onorare il nostro ruolo di garanzia presso la collettività.  Il Codice deontologico degli infermieri fonda l’esercizio della professione sull’adesione alle migliori evidenze scientifiche, sul continuo aggiornamento professionale, sul rispetto degli standard etici della ricerca e sulla tutela della salute pubblica”.

La Fnopi chiede che il Parlamento tenga conto del ruolo che la legge assegna agli Ordini, anche in termini di autonomia decisionale nella tenuta dell’albo, e che voglia riconsiderare una scelta che rischia di riaprire ferite dolorose, peraltro anche oggetto di procedimenti giudiziari.

Redazione Nurse Times

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