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Decreto liste d’attesa, Guidolin (M5S): “Governo incapace. Meglio l’intelligenza artificiale”

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Guidolin (M5S): "Reintrodurre la figura dell'infermiere generico"
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“I cittadini ci chiedono da tempo di risolvere il problema delle liste d’attesa, e quindi le aspettative erano alte. Proprio per questo ci siamo subito preoccupati per la decisione del governo di varare il decreto alla vigilia delle europee, ma evidentemente non abbiamo tutti la stessa sensibilità politica. Facendo un passo indietro, posso dire che il Servizio sanitario nazionale è in affanno per colpa di tuti, ma il Movimento 5 Stelle non era ancora nato quando è stata adottata la riforma del Titolo V. E di certo non siamo tutti responsabili per quello che oggi sta facendo il Governo”. Così Barbara Guidolin, senatrice del Movimento 5 Stelle, intervenuta a Palazzo Madama in occasione della discussione generale sul decreto liste d’attesa.

“Da mesi chiediamo di aumentare il Fondo sanitario nazionale e valorizzare, umanamente, economicamente e professionalmente, il personale sanitario – prosegue Guidolin -. Abbiamo presentato diverse proposte in Commissione in questo senso, ma sono state tutte bocciate. L’obiettivo del Governo, più che risolvere i problemi, sembra essere quello di generare ancora più caos. Ma la maggioranza è riuscita anche a litigare sulle competenze delle Regioni, perché il provvedimento iniziale era in contrasto con l’autonomia differenziata”.

Sempre Guidolin: “Io non sono contraria alla sussidiarietà, ma quando vedo come questo governo incapace utilizza la riforma del Titolo V in sanità preferirei essere amministrata dall’intelligenza artificiale. E quando non si mette al centro l’interesse dei cittadini e si lasciano praterie al privato nei servizi essenziali di un Paese, allora non sono più d’accordo. L’Esecutivo scrive provvedimenti senza stanziare le risorse necessarie, continuando a scaricare la responsabilità sulle spalle di un personale già esausto e a cui vengono chiesti ulteriori straordinari e traghettando il Paese verso una situazione in cui, un giorno, i cittadini saranno molto probabilmente costretti a pagare un’assicurazione privata per potersi curare”.

Redazione Nurse Times

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