La variante Delta ha già una versione detta “plus” che sta iniziando a destare preoccupazioni. In India la mutazione del coronavirus B.1.617.2.1, o più semplicemente AY.1, si sta diffondendo sempre più rapidamente. Secondo il ministero della Sanità indiano finora sono stati individuati 22 casi del nuovo ceppo in sei distretti di tre Stati (Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh). Sedici di questi casi di contagio sono stati rilevati nel Maharashtra, uno degli Stati indiani più colpiti dalla pandemia.
Secondo il ministero la variante e già rilevata in nove Paesi tra cui Usa e Gran Bretagna si potrebbe diffondere più facilmente della Delta e si legherebbe probabilmente più facilmente alle cellule polmonari.
Sono tre le versioni attualmente più diffuse della variante Delta, finora presente in un centinaio di Paesi e indicata con la sigla B.1.617. È comparsa in India nell’ottobre 2020, spiega ilfattoquotidiano.it, contemporaneamente a un’altra variante simile, ma meno aggressiva, la B.1.618.
Nelle banche date genetiche internazionali quella che adesso è la variante Delta, secondo la terminologia recentemente introdotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è diventata una sorvegliata speciale, ossia una delle cosiddette Voc (dall’inglese Variant of Concern), ossia le varianti che per le loro caratteristiche destano particolare preoccupazione. Anche la variante Delta accumula mutazioni con una relativa facilità, tanto che molto presto ha dato origine a una sorta di ‘famiglia’, i cui membri sono le tre versioni chiamate B.1.617.1, B.1.617.2 e B.1.617.3.
- Dalle case di comunità alle centrali operative territoriali: la sfida della riforma passa dagli infermieri
- Lombardia, report Uil: “Aumentano medici e infermieri, ma non a sufficienza. E preoccupano le dimissioni volontarie”
- Policlinico Gemelli di Roma: posizioni aperte per infermieri e oss
- Sicurezza nei reparti, Amsi-Umem: “In Italia 190mila casi di violenza sommersa. Valorizzare DVR e questionari anonimi anti-burnout”
- CNDDU: “In Puglia molti giovani con disabilità restano esclusi dal lavoro. L’inclusione non può interrompersi con la scuola”
Lascia un commento