L’uomo, non ancora vaccinato, avrebbe tentato di corrompere un’impiegata amministrativa dell’hub di Godega di Sant’Urbano.
Un medico dell’Usca di Godega di Sant’Urbano (Treviso) avrebbe tentato di corrompere un’impiegata amministrativa del locale hub vaccinale, offrendo 100 euro in cambio di un regolare certificato vaccinale, ma senza aver mai ricevuto nessuna dose di vaccino anti-Covid. Sulla condotta dell’uomo, che fino a qualche tempo fa si occupava di eseguire l’anamnesi dei pazienti in attesa dell’inoculazione del siero, i Nas di Treviso hanno ora aperto un’indagine, sollecitata dall’Ulss 2. Si intende appurare anche se si tratti di un caso isolato o di una pratica consolidata.
I carabinieri hanno già ascoltato le versioni dei due protagonisti di questa vicenda, entrambi sospesi dai rispettivi ruoli all’interno dell’hub. Il presunto tentativo di corruzione, confermato agli investigatori dall’impiegata amministrativa, non si sarebbe comunque concretizzato. Ai colleghi del medico, che probabilmente voleva ottenere il certificato per evitare le sanzioni destinate al personale sanitario no vax, non è infatti sfuggito lo strano rapporto con l’impiegata, incaricata di provvedere al rilascio del certificato dopo l’inoculazione del vaccino: i due erano stati visti spesso confabulare in disparte.
«Abbiamo trasmesso una relazione ai Nas dei carabinieri, che adesso effettueranno tutti gli approfondimenti necessari per ricostruire i fatti – spiega il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi –. Sui contenuti di quanto fin qui emerso, essendoci un’indagine in corso, non diciamo nulla. Saranno i Nas a fare piena luce sull’accaduto. Anche in quest’occasione vanno sottolineati lo scrupolo e l’attenzione del nostro personale, che ha immediatamente provveduto ad allertare la direzione in presenza di una situazione sospetta».
Redazione Nurse Times
- Regione Puglia, stretta su infermieri e professionisti sanitari con titolo estero: controlli più severi e nuove regole per l’autorizzazione
- Trauma cranico grave: effetti per decenni, mortalità raddoppiata e anni di vita persi
- Ferie non godute, contenzioso quadruplicato: 2.200 sentenze nel primo semestre 2026 contro le 600 del 2025
- Dichiarato morto, ma ancora vivo: riflessioni infermieristiche su un caso di presunto errore diagnostico
- Il problema non è avere l’infermiere di famiglia: è decidere che tipo di infermiere di famiglia vogliamo
Lascia un commento