Circa 40 tra infermieri, oss e fisioterapisti hanno deciso di fare causa all’Asl Brindisi dopo che l’Azienda li ha convocati per l’assunzione a tempo indeterminato, lasciandoli però senza lavoro. I ricorsi formali sono stati depositati e le prime udienze davanti al giudice del lavoro sono state fissate a partire da metà novembre.
La vicenda nasce dagli esiti del concorso indetto nell’ottobre 2024 e destinato anche alla copertura di posti nella struttura riabilitativa di Ceglie Messapica. Lo scorso 15 giugno i lavoratori idonei erano stati convocati tramite Pec dalla direzione generale dell’Asl Brindisi per sottoscrivere il contratto, con inizio del servizio fissato per il 1° agosto.
Per questo molti di loro, provenienti dal Brindisino e dal Tarantino, avevano rassegnato le dimissioni dalle strutture private dove lavoravano a tempo indeterminato, ma si erano ritrovati senza assunzione al momento della firma, pur vantando un’anzianità di servizio e di grado superiore rispetto ad altri candidati inseriti negli elenchi approvati dall’Asl Brindisi.
Ora i lavoratori esclusi contestano i criteri applicati dall’Azienda nella gestione degli elenchi e la mancata valorizzazione dell’anzianità maturata sul campo. Il nodo centrale riguarda la tutela dell’affidamento ingenerato dai provvedimenti amministrativi e la conformità delle procedure rispetto ai posti effettivamente disponibili.
Contattata dalla Gazzetta del Mezzogiorno, l’Asl Brindisi ha così replicato: “L’Azienda è impegnata, attraverso interlocuzioni con la Regione Puglia, ad acquisire gli elementi interpretativi necessari a definire il quadro di riferimento e le possibili modalità di intervento. Allo stato attuale, infatti, le disposizioni normative vigenti non consentono di procedere alle assunzioni delle figure professionali interessate nei termini inizialmente prospettati”.
L’Azinda ha aggiunto che “gli uffici competenti dell’area gestione delle risorse umane stanno effettuando gli opportuni approfondimenti” e che si sta lavorando per “individuare una soluzione concretamente percorribile, nel rispetto della normativa vigente e delle procedure previste”, dichiarandosi consapevole delle ricadute sul piano personale e lavorativo per le persone coinvolte.
Redazione Nurse Times
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