Home NT News Continua la sfida contro i tumori al seno: nuovo farmaco nanotecnologico
NT News

Continua la sfida contro i tumori al seno: nuovo farmaco nanotecnologico

Condividi
Continua la sfida contro i tumori al seno: nuovo farmaco nanotecnologico
Condividi
L’Istituto Tumori della Romagna Irst Irccs realizza in laboratorio una nuova molecola per la lotta contro il tumore al seno

Uno tra gli ultimi e più importanti progetti di ricerca dell’Istituto Tumori della Romagna Irst Irccs ha realizzato in laboratorio una nuova molecola nanotecnologica provvista di un farmaco antitumorale già utilizzato in clinica e di un anticorpo che, intervenendo proprio sul microambiente tumorale, potrebbe permettere di trattare il tumore interrompendone il processo di crescita.

Continua così la sfida contro i tumori al seno.

Lo studio è iniziato nel 2012 dai ricercatori del Centro di Osteoncologia, Tumori Rari e Testa-Collo (Cdo-Tr-Tc) in stretta collaborazione con il centro di ricerca statunitense Methodist Hospital Research Institute di Houston (Texas, Usa).

“Siamo fiduciosi che questo nuovo prodotto nanotecnologico possa in futuro portare concreti benefici terapeutici” ha detto Toni Ibrahim, direttore del Cdo-Tr-Tc e direttore ad interim Immunoterapia, Terapia Cellulare Somatica e Centro Risorse Biologiche.

“L’obiettivo che ci poniamo oggi è quello di verificarne la capacità farmacologica e i risultati ottenuti in fase pre-clinica anche nel paziente così da traslarlo, il prima possibile, nei percorsi di cura.

Fare ricerca non è semplice, nulla è scontato ma l’impegno e il lavoro premiano. Siamo di fronte al risultato di un’intensa attività di ricerca svolta negli ultimi anni, focalizzatasi non solo sulla cellula tumorale ma anche sul microambiente che la ospita con l’intento di decifrare il rapporto e i legami tra questi due attori così da favorirlo o bloccarlo a seconda dell’esigenza terapeutica; credo che questa sarà la sfida delle nostre attività di ricerca, non solo del 2020″ ha concluso dr. Ibrahim.

La nuova molecola è il risultato di una scoperta avvenuta grazie alla messa a punto di un nuovo modello tridimensionale utile a mimare, in laboratorio, quanto accade nel corpo.

Il progetto ha visto impegnati, in particolare, i ricercatori Alessandro De Vita e Chiara Liverani sotto la guida del dr. Ibrahim e della dottoressa Laura Mercatali (Coordinatrice della ricerca traslazionale del Cdo-Tr Irst).

La ricerca ha preso avvio con l’obiettivo di sviluppare un modello tridimensionale di coltura cellulare utile a ricreare in vitro il microambiente tissutale del tumore.

“In tale struttura artificiale, le cellule tumorali mantengono dei fenotipi e delle caratteristiche molto simili a quanto accade realmente nel corpo del paziente – illustra la dottoressa Liverani, biologa del Settore Osteo-oncologia del Laboratorio di Bioscienze Irst – e questo perché sono inserite in un contesto che mima quello nativo.

Proprio grazie a questo modello, è stato possibile identificare una proteina coinvolta sia nell’acquisizione di profili di aggressività delle cellule tumorali del carcinoma della mammella, sia responsabile nell’avvio del processo metastatico.

La funzione di questa proteina è stata, quindi, ulteriormente indagata, inizialmente come marcatore prognostico, ovvero di aiuto per identificare i pazienti che avrebbero avuto più probabilità di sviluppare metastasi. Una volta confermata la funzione di questa proteina, è stato studiato il suo possibile ruolo come bersaglio terapeutico”.

“Abbiamo sviluppato una forma farmaceutica innovativa, su base nanometrica, che utilizza un anticorpo monoclonale coniugato ad un liposoma.

I test di laboratorio hanno dimostrato le potenzialità dell’anticorpo ma anche che, per compiere una vera e propria attività farmacologica, dovrebbe esser utilizzato ad elevate concentrazioni, con possibili effetti tossici per il paziente.

Per questo motivo, abbiamo proseguito con lo studio provando a utilizzarlo a bassa concentrazione così da esplicare, da un lato, l’attività di inibizione della proteina, dall’altro, sfruttandolo come veicolo per un farmaco anti-neoplastico già impiegato in clinica, quindi sicuro.

In laboratorio questo nano-sistema ha dimostrato di poter esplicare la sua attività, consentendo anche una diminuzione del dosaggio del farmaco anti-neoplastico.

Inizierà quindi un lungo processo atto a confermare la capacità di questo nanosistema di compiere la sua attività farmacologica anche in clinica senza effetti collaterali importanti per il paziente” ha aggiunto il dr. De Vita, farmacista ricercatore Settore Osteo-oncologia del Laboratorio di Bioscienze Irst.

Fonte: amp.forlitoday.it

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
CardiologiaCittadinoNT News

Ecmo e Berlin Heart: le domande lasciate in sospeso dal caso del piccolo Domenico

La vicenda del piccolo Domenico Caliendo ha attraversato l’opinione pubblica con la...

CittadinoEducazione SanitariaNT News

Emicrania cronica: un aiuto concreto dalla tossina botulinica

“La tossina botulinica, meglio conosciuta come botox, rappresenta un aiuto concreto contro l’emicrania cronica e altre...

ConcorsiLavoroNT NewsPugliaRegionali

Asl Bari: concorso per 10 posti da autista di ambulanza

L’Asl Bari ha deliberato l’indizione di un concorso pubblico, per titoli ed...

Puglia, svolta sui Lea: diventano gratuite le cure per 406 patologie
NT NewsPugliaRegionali

Sanità Puglia, il buco di bilancio all’esame dei ministeri: le ipotesi per ripianare i conti delle Asl

Ieri mattina, a Roma, i tecnici dell’assessorato alla Salute della Puglia hanno...