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Cisl Fp Verona lancia l’allarme Rsa in Veneto: “Rischio fuga di infermieri e oss verso la sanità pubblica”

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In Veneto il recente scorrimento delle graduatorie di Azienda Zero, seguito al concorso pubblico dello scorso autunno per operatori socio-sanitari (oss) e infermieri, rischia di svuotare le Rsa. A lanciare l’allarme è Giovanni Zanini (foto), segretario generale di Cisl Fp Verona, preoccupato per un esodo che potrebbe compromettere la tenuta del sistema assistenziale sul territorio.

“Molti operatori si dicono pronti a lasciare le Ipab e le strutture private convenzionate per passare alla sanità pubblica, attratti da contratti più vantaggiosi – spiega Zanini -. Attualmente il contratto degli enti locali applicato nelle Rsa prevede stipendi inferiori di circa 200 euro rispetto a quelli della sanità pubblica”, spiega Zanini.

Senza personale sufficiente, le strutture rischiano di non riuscire a rispettare gli standard regionali e di dover bloccare nuovi ingressi. Secondo Cisl Fp, la soluzione sarebbe una riforma strutturale che preveda una parità retributiva tra operatori delle Rsa e della sanità pubblica. “Stesso lavoro, stesso salario – dice Zanini -. Serve una riforma delle Ipab che consenta di uniformare i contratti e garantire un servizio di qualità agli anziani”.

Un’altra proposta avanzata da Cisl Fp riguarda la gestione diretta delle Rsa pubbliche da parte delle Ulss, che permetterebbe di armonizzare le modalità di reclutamento del personale e le retribuzioni. In attesa di una riforma, il sindacato suggerisce di intervenire sulle progressioni orizzontali per offrire agli operatori aumenti salariali di circa 100 euro, avvicinando così i compensi a quelli degli ospedali.

Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali Cisl Fp chiederà al futuro governatore di impegnarsi concretamente per una riforma delle Ipab. “Senza interventi rapidi, rischiamo di trovarci di fronte a un’emergenza assistenziale senza precedenti”, conclude Zanini.

Redazione Nurse Times

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