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Catanzaro, sotto accusa la gestione di visite e prestazioni private all’Aou Dulbecco: chiesto il rinvio a giudizio per 20 persone e 2 società

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La Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio di 20 persone e due società nell’inchiesta sul presunto sistema parallelo di gestione delle visite e delle prestazioni sanitarie private all’ex Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio, oggi Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco. L’udienza preliminare è stata fissata per il 3 dicembre 2026.

Al centro dell’indagine ci sarebbe un meccanismo attraverso il quale medici e operatori sanitari avrebbero organizzato visite e prestazioni private al di fuori delle procedure ufficiali dell’Ufficio Alpi, incassando direttamente dai pazienti, spesso in contanti, e registrando successivamente le attività nei sistemi informatici aziendali. L’obiettivo, secondo l’accusa, sarebbe stato sottrarre parte degli introiti al circuito ufficiale ed evitare il versamento delle quote spettanti all’Azienda sanitaria.

La richiesta riguarda medici, infermieri, dirigenti, personale amministrativo e titolari di società. Le contestazioni, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, truffa ai danni dello Stato, peculato, indebita percezione dell’indennità di esclusività, accesso abusivo al sistema informatico, falso informatico, riciclaggio, autoriciclaggio e reati tributari. Persone offese sono lo Stato e l’Aou Renato Dulbecco, che potranno costituirsi parte civile nell’udienza preliminare per chiedere il risarcimento degli eventuali danni patrimoniali e d’immagine.

Le persone e le società coinvolte

Come riportato dalla testata LaC News24, tra le posizioni principali figura quella dell’oculista Marco Scicchitano, indicato dagli inquirenti quale promotore del presunto sistema di gestione diretta delle prenotazioni e degli incassi non tracciati. Nella vicenda sono coinvolti anche gli infermieri Annarita Procopio e Riccardo Sperlì.

Le contestazioni riguardano inoltre Maurizio Gigliotti, titolare della Emmegi Hospital Srl, e Pasquale Critelli, per i quali vengono ipotizzate, tra l’altro, condotte relative alla movimentazione di denaro, al riciclaggio e all’autoriciclaggio.

Il perimetro delle contestazioni si sarebbe ampliato fino a coinvolgere anche il direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia, Vincenzo Roberto Macrì, e l’infermiere Gianvito Severino. Gli investigatori avrebbero ricostruito presunte visite private ed esami effettuati in un centro di Caraffa, oltre a registrazioni retroattive delle prestazioni senza il passaggio attraverso l’Ufficio Alpi.

L’elenco dei soggetti per i quali la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio comprende professionisti di diverse specialità. Tra questi, il cardiologo Giampiero Maglia e la dottoressa Mafalda Candigliota, per contestazioni relative a visite e all’utilizzo di materiale sanitario, insieme agli infermieri Antonio Attisani e Margherita Di Bari.

Sono inoltre coinvolti il direttore di Oculistica, Giuseppe Perri, e il gastroenterologo Roberto Iuliano, al quale vengono contestate anche visite domiciliari e false attestazioni di presenza, nonché il neurochirurgo Giuseppe Mauro e il ginecologo Antonio Billa.

Un altro filone riguarda il funzionamento dell’Ufficio Alpi e il ruolo di alcuni dipendenti nella gestione delle prestazioni. Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio figurano il dirigente Luigi Mancuso e le dipendenti Rossella Viscomi e Mariateresa Debora Lanatà. Secondo l’accusa, avrebbero indirizzato i pazienti verso determinati medici e inserito nel sistema informatico registrazioni non veritiere, con l’obiettivo di simulare la regolarità delle prestazioni.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda anche la Clinica Day Surgery Tomaino Srls, con Giuseppe Tomaino e Caterina Floriana Candido, e la Emmegi Hospital Srl, chiamate in causa per i profili di responsabilità amministrativa degli enti.

Redazione Nurse Times

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