La replica di Magi a Rocca
“Le recenti dichiarazioni del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in merito allo stato e alla gestione del sistema sanitario regionale impongono una riflessione seria, equilibrata, ma anche ferma da parte di Omceo Roma. Come istituzione, in quanto organo sussidiario dello Stato che rappresenta la professione medica e che nella sua mission ha la tutela della qualità dell’assistenza e della salute dei ai cittadini, riteniamo fondamentale ribadire alcuni principi non negoziabili: il rispetto del lavoro di tutti i professionisti sanitari, la centralità del paziente e la necessità di un confronto basato su dati oggettivi, non su semplificazioni comunicative divisive e forvianti”. Antonio Magi, presidente di Omceo Roma, risponde così, in una nota, all’intervento che il governatore laziale Francesco Rocca ha tenuto il 27 marzo scorso, in occasione della terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di cura.
Nel suo intervento – riferisce la nota – il presidente della Regione Lazio ha “pronunciato un intervento molto netto a favore solo degli infermieri, parlando apertamente di pressioni e resistenze esercitate da diversi soggetti del sistema sanitario, arrivando a denunciare un’intera lobby potentissima che si sta schierando e sta lavorando dietro le quinte perché non vi sia il passaggio di competenze”.
E ancora: “Le affermazioni del presidente Rocca, per come sono state espresse, rischiano di generare una narrazione distorta della realtà sanitaria. In particolare, quando si attribuiscono criticità sistemiche a comportamenti individuali o al passaggio di competenze. Quest’ultimo non può essere deciso dalla politica alla ricerca di preferenze, ma da anni di studi e di un preciso e chiaro percorso formativo, diverso per lunghezza e contenuti tra medici, infermieri e professioni sanitarie”.
Sempre Magi: “Parlando inoltre di presunte inefficienze della categoria medica, si alimenta un clima di sfiducia che non giova né ai cittadini né agli operatori, che devono essere assieme coinvolti, appunto, ognuno per le proprie diverse competenze, in un lavoro di equipe multiprofessionale e multidisciplinare, così come previsto dal Dm 77, senza il primato di nessuna delle componenti”.
Continua il leader di Omceo Roma: “Il presidente Rocca ritiene che si possano ridurre le liste d’attesa per visite specialistiche e per esami diagnostici specialistici o prendere in carico i malati cronici solo con gli infermieri? Il sistema sanitario del Lazio, come quello nazionale, attraversa da anni una fase complessa, segnata da carenza di personale, soprattutto infermieristico, oltre che medico specialistico, e in alcune aree anche di medici di medicina generale, da sottofinanziamento cronico, da aumento della domanda assistenziale e progressivo invecchiamento della popolazione”.
Magi rinnova quindi “ancora una volta la nostra disponibilità a collaborare con la Regione Lazio, come del resto già fatto in passato, per individuare soluzioni concrete e sostenibili, nella consapevolezza che la tutela della salute pubblica richiede uno sforzo condiviso e una visione di lungo periodo d una armonia tra gli operatori che garantisca serenità ai cittadini che si rivolgono al Ssn in un momento di loro difficoltà e fragilità e che certo non hanno bisogno di vedere tensione tra componenti del team che li cura ed assiste ma armonia e collaborazione”.
Conclude Magi: “Difendere la sanità pubblica significa anche tutelare tutti coloro, i quali ogni giorno ne garantiscono il funzionamento. Su questo punto non possono e non devono esserci né ambiguità né inutili fughe in avanti a tutela di qualcuno, chiunque esso sia”.
La controreplica di Rocca
“Condivido il pensiero del presidente Magi e, proprio per questo, penso che non abbia ascoltato con attenzione il mio ragionamento sul ruolo dell’infermiere con riferimento al Dm 77, espresso in occasione di un convegno sulla leadership organizzato dall’Opi. Nessuno ha mai messo in discussione il ruolo, l’autonomia e la centralità del medico nel nostro sistema sanitario: si tratta di un punto talmente evidente da risultare, francamente, un’ovvietà sulla quale non mi voglio dilungare. Proprio per questo la reazione di Magi appare sorprendente, inspiegabile, e mi lascia sinceramente perplesso, perché attribuisce alle mie parole significati mai espressi”. Lo dichiara in una nota Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio.
“A nulla rilevano le sue osservazioni sulle liste di attesa, ma comprendo parimenti che ‘buttare la palla in tribuna’, a volte, fa comodo, per non affrontare il tema della medicina del territorio e della presa in carico dei pazienti fragili – prosegue Rocca -. Non sono certo io alla ricerca di facile consenso, specialmente a due anni dalla scadenza del mio mandato, a meno che Magi non si sia confuso riferendosi al necessario sostegno di una ‘importantissima lobby’ sindacale per l’elezione ai vertici di un importante ente previdenziale che, di certo, non interessa la mia persona, e tantomeno il mio ruolo”.
Sempre Rocca: “Ho semplicemente ribadito che, nel quadro della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dal già citato Dm 77 e dal Pnrr, la figura dell’infermiere è destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale, all’interno di un modello integrato e multidisciplinare. Questo non riduce il ruolo dei medici, ma al contrario contribuisce a rafforzare l’efficacia complessiva del sistema, migliorando la presa in carico dei cittadini”.
E ancora: “Sono dispiaciuto per le dichiarazioni di Magi e per la mancata comprensione del mio ragionamento, che rivendico e che di certo non rinnego, ma che reputo in piena continuità con il dialogo proficuo e costruttivo che abbiamo sempre avuto con lo stesso Magi. Proprio per questo intendo aprire con gli Ordini professionali una nuova stagione di confronto, che parta dalle evidenze scientifiche e dalla necessità di sviluppare la medicina del territorio, ambiti sui quali apparentemente abbiamo sempre avuto piena sintonia, nella consapevolezza delle sfide epocali alle quali siamo chiamati a rispondere con responsabilità e senza chiusure corporative da parte di nessuno”.
Conclude Rocca: “Invito il presidente Magi a un nuovo confronto, insieme al presidente di Opi Roma, Maurizio Zega, con il quale in passato abbiamo già avuto dialoghi costruttivi e sottoscritto accordi e protocolli. Il nostro obiettivo resta quello di costruire una sanità territoriale moderna, dove tutte le professionalità collaborino in modo sinergico, nel pieno rispetto delle rispettive competenze e nell’interesse esclusivo dei cittadini e della qualità delle cure a loro destinata”.
Redazione Nurse Times
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