Il sindacato parla di progetto fallito. L’Ausl annuncia due assunzioni a tempo indeterminato da settembre.
Le due infermiere dominicane arrivate all’ospedale Simiani di Loiano nell’ambito di un progetto di reclutamento internazionale promosso dall’Azienda Usl Bologna hanno lasciato il servizio dopo pochi mesi. Non sono state rese pubbliche le motivazioni personali e professionali alla base delle dimissioni.
La vicenda ha riaperto il confronto sull’efficacia delle iniziative adottate per contrastare la carenza di personale sanitario nei territori montani. Fials Emilia-Romagna parla di un progetto fallito, mentre l’Ausl assicura che non ci saranno conseguenze sulla continuità assistenziale.
Fials: “Non bastano alloggio e corso di italiano”
Secondo il segretario regionale della Fials, Alfredo Sepe, l’uscita delle due infermiere dominicane confermerebbe le criticità denunciate dal sindacato fin dall’avvio dell’iniziativa: “Non basta offrire una stanza per sei mesi, un biglietto aereo e un corso di italiano per risolvere una crisi che nasce da anni di scelte sbagliate”.
Per la Fials il problema non riguarda la provenienza degli infermieri, ma le condizioni che trovano una volta entrati nel Servizio sanitario: stipendi poco competitivi, carichi di lavoro elevati, organici insufficienti e limitata valorizzazione professionale. Il sindacato critica anche la decisione di ricorrere al reclutamento internazionale, considerando che l’Ausl Bologna ha ora annunciato la possibilità di assumere personale attraverso una graduatoria disponibile.
La replica dell’Ausl Bologna
L’Azienda Usl Bologna ha confermato le dimissioni delle due infermiere, precisando di aver già programmato per settembre due assunzioni a tempo indeterminato. I nuovi professionisti saranno individuati attingendo dalla graduatoria disponibile, con l’obiettivo di garantire la piena continuità dell’organico dell’ospedale di Loiano.
L’Azienda spiega inoltre che il progetto era stato avviato nel gennaio 2026 in previsione dell’apertura dell’ospedale di comunità e comprendeva un percorso di inserimento, formazione linguistica e supporto logistico. Resterà disponibile anche in futuro la possibilità di usufruire gratuitamente, per i primi sei mesi, di un alloggio messo a disposizione dal Comune di Loiano. Il beneficio potrà essere utilizzato da infermieri italiani o stranieri disponibili a lavorare nel territorio montano.
Il nodo della permanenza degli infermieri
La vicenda mostra come il reclutamento rappresenti soltanto una parte della risposta alla carenza di personale. Il problema principale resta la capacità delle aziende sanitarie di trattenere gli infermieri, soprattutto nelle sedi periferiche e montane.
Oltre alla stabilità contrattuale, possono incidere la disponibilità di alloggi, i collegamenti con i centri urbani, l’organizzazione dei turni, i carichi assistenziali e le possibilità di crescita professionale. Il reclutamento dall’estero può contribuire a coprire temporaneamente i vuoti di organico, ma deve essere accompagnato da percorsi strutturati di integrazione linguistica, professionale e sociale.
Redazione Nurse Times
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