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Baldini (Enpapi) alla Camera: “Stop a infermieri dall’estero e gettonisti”. Le proposte per valorizzare i liberi professionisti italiani

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“Contrastare il fenomeno dei gettonisti e limitare il ricorso al personale estero attraverso il reclutamento diretto dei nostri infermieri libero professionisti. E’ questo il nostro obiettivo”. Così Luigi Baldini, presidente dell’Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica (Enpapi), nel corso della conferenza stampa alla Camera dei deputati sul tema “Infermieri libero-professionisti: una risorsa strutturale per il Ssn”,

L’iniziativa, promossa dall’onorevole Luciano Ciocchetti, vicepresidente della commissione Affari sociali, insieme alle deputate Simona Loizzo e Rosanna Filippin, ha raccolto il consenso bipartisan dei parlamentari di maggioranza e opposizione, come sottolineato dallo stesso Baldini.

“Con l’inserimento strutturale degli infermieri a partita Iva nelle strutture ospedaliere il Servizio sanitario nazionale potrebbe contare su personale qualificato in maniera flessibile ma continuativa, senza aumentare il tetto di spesa, ma contemporaneamente senza dover ricorrere ai cosiddetti gettonisti”, ha aproseguito Baldini.

E ancora: “Gli infermieri coinvolti, pur non essendo dipendenti, sarebbero integrati nei turni e retribuiti secondo i criteri dell’equo compenso, in linea con i colleghi assunti. Né più né meno di quanto accade per i medici della specialistica ambulatoriale. Perché il problema non è la libera professione, ma il sistema in cui viene inserita”.

Sempre il presidente Enpapi: “Lo stesso vale per il reclutamento del personale dall’estero: la nostra misura, ampiamente condivisa dalle forze politiche con cui abbiamo interloquito, consentirebbe di valorizzare i quasi 30mila infermieri libero-professionisti presenti sul territorio nazionale, professionisti qualificati e già formati, liberando il Governo dalla necessità di ricorrere ad accordi onerosi e complessi con altri Paesi, come avvenuto recentemente con l’India”.

Baldini ha poi aggiunto: “Un’altra proposta che considero strategica è l’istituzione di elenchi regionali dedicati ai professionisti con partita Iva iscritti all’albo, sul modello delle graduatorie dei medici di medicina generale e della specialistica ambulatoriale, da cui il sistema pubblico possa attingere direttamente. Dobbiamo superare la logica delle misure tampone e ragionare su misure strutturali, attraverso un modello contrattuale unico a livello nazionale e il pieno coinvolgimento della rete dei liberi professionisti nel settore pubblico”.

E infine: “Sono convinto che queste misure rappresentino un passaggio importante per affrontare in modo strutturale la carenza di personale infermieristico, che incide in modo significativo sulla capacità di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza, sui tempi di contenimento dell’attesa e sul diritto alla cura”.

Redazione Nurse Times

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