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Autismo, nasce la Fondazione Bluemers: offrirà sostegno alle famiglie nelle spese riabilitavive

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La famiglia Fumagalli raddoppia l’impegno a supporto dei bambini con autismo.

Formazione, sensibilizzazione e inclusione, ma anche concretezza, sostenibilità e replicabilità. Sono questi i punti cardine alla base del lavoro del Centro Bluemers di Agrate Brianza (Monza e Brianza), una struttura clinico-riabilitativa che dall’ottobre 2024 si impegna nel supporto delle famiglie che convivono giornalmente con i disturbi dello spettro autistico (DSA) e le loro difficili sfide dal punto di vista medico, educativo, riabilitativo e di ricerca.

Oggi questa realtà evolve con la nascita della Fondazione Bluemers, presentata in un charity dinner tenutasi presso il Teatro Gerolamo, a Milano, che rappresenta un ulteriore aiuto per rendere il Centro il più possibile vicino e accessibile. Secondo quanto riportato da una recente stima del ministero della Salute, in Italia un bambino su 77 tra i sette e i niove anni ha una diagnosi di autismo.

“Il tema centrale è che l’autismo viene ancora talvolta descritto come una condizione rara, ma questi dati rendono evidente come non lo sia, e quindi dobbiamo essere pronti a gestire in maniera eccellente, efficace e parsimoniosa numeri in costante aumento”, dichiara Beppe Fumagalli, presidente della Fondazione Bluemers.

“L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che, come suggerisce la parola stessa, accompagna il bambino lungo tutto il percorso di crescita, trasformandosi con lui. È una condizione pervasiva che incide profondamente sulla vita familiare: non solo sull’organizzazione quotidiana e sulle risorse emotive, ma anche sul piano economico, considerando i costi elevati di un trattamento intensivo in rapporto 1:1. Per questo motivo, uno degli obiettivi prioritari è l’accreditamento presso il Servizio sanitario nazionale, così da garantire alle famiglie l’accesso a sussidi in grado di alleggerire il peso delle spese e rendere i trattamenti più sostenibili”.

In questa prospettiva il primo impegno della Fondazione Bluemers è sostenere concretamente le famiglie nel farsi carico delle spese (ri)abilitative, e non solo, necessarie ai propri figli. L’obiettivo ultimo è raggiungere il maggior numero possibile di famiglie, generando un cambiamento reale e tangibile nella loro vita quotidiana.

Il Centro di ricerca è pensato come un hub di eccellenza e innovazione, fattori indispensabili per un luogo che aspira ad essere all’avanguardia, e si struttura lungo tre linee di attività mutualmente connesse e in continua sinergia: riabilitazione, ricerca e abilitazione.

Per quanto riguarda la prima linea di intervento, Bluemers vuole rappresentare un’innovativa realtà riabilitativa in grado di seguire il paziente con autismo, la sua famiglia e il contesto allargato, offrendo un servizio flessibile e modellato “sartorialmente” sul singolo bambino. La seconda, invece, lungo le tre componenti identificabili con ricerca di base, ricerca clinica e ricerca applicata, vuole offrire metodologie, strumenti e indicazioni per l’attività presente e futura del centro. Abilitazione, infine, risponde, all’esigenza di “contaminazione dei contesti”, ovvero all’esigenza di “generalizzare” quanto appreso nei setting riabilitativi anche in contesti sportivi, ludico-ricreativi e pseudo-lavorativi.

“Oggi, come un anno fa, il nostro focus non è solo affrontare le sfide poste dall’autismo a livello sociale ma anche realizzare un modello combinato, efficace e replicabile per il futuro – dichiara Lucia Fumagalli, fondatrice di Bluemers e vicepresidente della Fondazione Bluemers –. Con la Fondazione vogliamo fare un ulteriore passo in avanti verso coloro che vivono quotidianamente questa condizione. Il nostro centro non vuole essere un luogo esclusivo, ma uno spazio in cui trovare supporto, unito all’eccellenza dal punto di vista scientifico. Riteniamo che sarà un importante e concreto aiuto per le famiglie e che favorirà l’ingresso di nuovi ragazzi all’interno della struttura”.

In poco più di un anno di attività il Centro Bluemers ha accolto 35 famiglie (su 80 posti totali) seguendole con percorsi riabilitativi personalizzati; sono stati realizzati cinque laboratori inclusivi organizzati nella settimana del 2 aprile, in concomitanza con la Giornata internazionale per la consapevolezza sull’autismo, cinque serate di formazione online gratuite rivolte ai genitori e laboratori pomeridiani inclusivi per i bambini, con l’intento di avvicinarsi il più possibile alle famiglie e alle loro esigenze, e un convegno Ecm gratuito per pediatri e neuropsichiatri del territorio (con oltre 100 partecipanti).

Due momenti significativi sono stati: la partecipazione al Fuori Gran Premio di Monza con il Villaggio Bluemers, con quattro giorni di giochi, spettacoli, laboratori e sfide pensati per tutta la cittadinanza, che hanno segnato simbolicamente l’inaugurazione della Fondazione e hanno visto la partecipazione di oltre 2mila persone; la presenza in piazza Roma, a Monza, il 20 e 21 settembre in occasione dello Sport City Day.

Fondamentali sono state le partnership con realtà del territorio come MB Circle e Consorzio Vero Volley, grazie alle quali sono nati progetti inclusivi e attività condivise. Sulla stessa lunghezza d’onda, particolare attenzione è stata rivolta anche al mondo dello sport: su invito dell’Associazione Silvia Tremolada, Bluemers ha partecipato a un corso di formazione per tecnici sportivi, offrendo strumenti pratici e spunti di relazione utili per lavorare con bambini con autismo.

La Fondazione Bluemers avvia anche la sua prima campagna di raccolta fondi, con l’obiettivo di sostenere in modo concreto le famiglie e i progetti sul territorio di carattere sociosanitario ed educativo, in collaborazione con scuole, comuni, associazioni e società sportive. Le risorse raccolte saranno destinate a interventi mirati per garantire supporto, inclusione e nuove opportunità di crescita, rafforzando il legame con la comunità e i bisogni reali delle persone.

Chi desidera contribuire può effettuare una donazione utilizzando l’Iban della Fondazione: IT39 U 05034 20408 0000000035535. A partire dal 2026 è inoltre possibile sostenere la Fondazione destinando il 5×1000, sia per le attività di assistenza che per i progetti di ricerca, secondo le regole previste per tutti gli enti no profit. Con il contributo di ciascuno sarà possibile dare continuità e forza a un impegno che nasce dal territorio e per il territorio.

Redazione Nurse Times

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