La formazione come leva per rafforzare sicurezza e qualità dell’assistenza sanitaria in carcere. Questo l’obiettivo del nuovo percorso di sviluppo professionale dedicato agli infermieri della Medicina penitenziaria di Modena e Castelfranco Emilia, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Interaziendale di Emergenza-Urgenza, che ha preso il via nei giorni scorsi.
Pensato per rispondere alla complessità del contesto carcerario e rafforzare la sicurezza clinica e operativa, il percorso si inserisce in un progetto più ampio e condiviso di valorizzazione professionale e sviluppo delle competenze avanzate. Le attività formative sono iniziate con un focus sulla gestione avanzata dell’arresto cardiaco, includendo l’utilizzo di dispositivi per la gestione delle vie aeree e dei farmaci in emergenza.
Nei giorni successivi è stato affrontato un percorso di 20 ore destinato a medici e infermieri dell’emergenza-urgenza e basato su un approccio pratico, orientato alla gestione del trauma e degli eventi critici. Il progetto proseguirà con ulteriori moduli e momenti di formazione avanzata, comprese simulazioni, per rafforzare prontezza decisionale, lavoro in team e integrazione con la rete dell’emergenza-urgenza.

Quasi un anno fa, appena nominata questa direzione, eravamo in una situazione di grande criticità segnalata anche dai principali sindacati – sottolinea Mattia Altini, direttore generale dell’Ausl Modena –. Oggi guardiamo invece con maggior ottimismo a un contesto sempre complesso ma in cui abbiamo fatto passi avanti”.
E ancora: “La sanità penitenziaria fa parte del nostro sistema di welfare e l’investimento su di essa tramite la formazione avanzata e integrata del personale rappresenta un elemento strategico per garantire sicurezza, qualità e continuità dell’assistenza. Ringrazio, dunque, tutti i professionisti che stanno lavorando per fornire nuovi strumenti e nuove opportunità per i destinatari dei servizi ma anche per gli operatori. La collaborazione strutturata con il 118 e con il Dipartimento di Emergenza-Urgenza rafforza la capacità di risposta del sistema e conferma la volontà dell’Ausl Modena di dedicare attenzione, risorse e competenze a un ambito molto delicato che richiede professionalità elevate e un approccio altamente specializzato”.
Aggiunge Alessio La Monica, dirigente delle Professioni sanitarie della Medicina penitenziaria e collaboratore della Regione Emilia-Romagna sui percorsi assistenziali di salute nelle carceri: “Questo progetto rappresenta un investimento concreto sulle competenze infermieristiche. Rafforzare le competenze avanzate significa garantire maggiore sicurezza sia per i professionisti sia per le persone ristrette, oltre a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria”.

Redazione Nurse Times
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