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Infermieri demansionati a Tropea: condanna a risarcire i danni per l’Asp Vibo Valentia

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Accogliendo i ricorsi promossi dalla segreteria regionale e da quella provinciale del sindacato Nursing Up, il Tribunale di Vibo Valentia ha riconosciuto il demansionamento subito per un intero decennio (dal 2015 al 2024) da nove infermieri dell’ospedale di Tropea, e per questo ha emesso due sentenze di condanna per l’Asp Vibo Valentia.

La mancata o insufficiente presenza degli operatori socio-sanitari, in particolare nei reparti di Urologia e Medicina, nonché della Sala operatoria, ha infatti costretto gli interessati a farsi sistematicamente carico di mansioni proprie degli oss, sottraendo tempo prezioso alle attività proprie della professione infermieristica.

Anziché occuparsi esclusivamente di valutazione clinica, pianificazione dell’assistenza, monitoraggio dei pazienti ed educazione sanitaria, gli infermieri dovevano quindi dedicarsi spesso all’igiene personale, alla mobilizzazione e al trasporto degli assistiti, oltre che al rifacimento dei letti e alla sanificazione di ambienti e attrezzature.

Ai lavoratori è stato riconosciuto un risarcimento pari al 10% delle retribuzioni percepite nei periodi accertati, oltre agli interessi. Riconosciuto anche il danno alla dignità professionale, considerando la durata del demansionamento e lo svolgimento di mansioni inferiori “di ben due livelli”, sotto gli occhi di pazienti e colleghi

Nei due ricorsi i lavoratori avevano chiesto all’Asp Vibo Valentia risarcimenti per complessivi 403.762,50 euro, a titolo di danni da demansionamento e danni morali. Nel dettaglio, quattro infermieri avevano avanzato richieste per un totale di 182.687,50 euro, mentre gli altri cinque avevano quantificato le proprie pretese in 221.075 euro.

“Le sentenze affermano un principio per noi sacrosanto: l’infermiere non è il tappabuchi dell’organizzazione sanitaria – sottolinea in una nota il sindacato Nursing Up -. La carenza di organico e le inefficienze aziendali non possono essere risolte scaricandone il peso sui professionisti, né trasformando il demansionamento in una prassi quotidiana”.

Redazione Nurse Times

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