Home Cittadino Doppia azione nella riparazione tessutale e controllo microbico con Rigenase e PHMB
CittadinoEducazione SanitariaNT News

Doppia azione nella riparazione tessutale e controllo microbico con Rigenase e PHMB

Condividi
Condividi

Riceviamo e pubblichiamo un contributo a cura della dottoressa Natalia Naydenova (infermiera del CAD) e del dottor Ivo Camicioli (responsabile reparto a gestione infermieristica).

In occasione del 5° Congresso nazionale Wulnotech, che si è tenuto a Roma dall’1 al 3 ottobre 2026, abbiamo presentato i dati relativi all’utilizzo del Rigenase, associato a Poliesanide (PHMB), in alcuni casi clinici.

Il Rigenase è un prodotto noto, ma è stato introdotto nel prontuario ospedaliero da poco tempo. Le sue proprietà sono conosciute. È uno specifico estratto di grano germinato (Triticum vulgare), un principio attivo brevettato ampiamente utilizzato in campo medico e dermatologico per le sue spiccate proprietà riepitelizzanti, rigeneranti e biostimolanti. È un ingrediente chiave di noti farmaci e dispositivi medici per la cura delle ferite.

Le ricerche scientifiche e gli studi clinici hanno confermato nel tempo che il prodotto è efficace nel promuovere la cicatrizzazione e la riepitelizzazione tissutale. Se associato alla Poliesanide, si ottiene una duplice azione, mentre il Rigenase rigenera i tessuti, l’antisettico abbatte la carica batterica riducendo il rischio di infezioni e migliorando l’aspetto estetico della cicatrice.

Gli studi hanno dimostrato una triplice azione biologica: la stimolazione dei fibroblasti che favorisce la sintesi del collagene e dei glicosamminoglicani, per formare la struttura della nuova pelle; la sintesi proteica, che accelera la chemiotassi accelerando i tempi di riepitelizzazione grazie all’intervento delle cellule riparatrici; l’effetto barriera, grazie al microfilm protettivo che i componenti lipidici e amidacei creano, riducendo la perdita transcutanea di liquidi.

Il Rigenase è adatto per ferite acute e traumatiche come tagli, escoriazioni e ustioni lievi. Può essere utilizzato anche per le ferite croniche e di difficile guarigione, come le lesioni da pressione o le ulcere vascolari. La sua azione è efficace anche per altre alterazioni cutanee come le irritazioni, le screpolature e le ragadi. L’associazione con la Poliesanide garantisce una protezione contro il rischio di infezioni e assicura un migliore aspetto estetico della ferita, non trascurabile, specialmente nei pazienti giovani o nelle lesioni cutanee in zone esposte.

Nell’ambito del Congresso Wulnotech abbiamo presentato due casi clinici che hanno potuto evidenziare l’efficacia del trattamento con Rigenase Plus. Il primo caso clinico è di una paziente ricoverata in un ospedale romano. Novant’anni. Affetta da rabdomiolisi, anemia cronica e patologia oncologica. Lucida e orientata, si è procurata una ferita al ginocchio a causa di una caduta accidentale.

La ferita è stata trattata inizialmente con prodotti utili a rimuovere la fibrina. Una volta ottenuta la pulizia completa del letto della ferita abbiamo iniziato ad utilizzare il Rigenase. Pulizia, detersione, medicazione primaria con garza di Rigenase e PHMB e copertura un riquadro di schiuma di poliuretano. La medicazione è stata fissata con un bendaggio blando a base di “salvapelle” e sustuneaflex, sostenuto da una rete elastica tubolare numero 7.

All’apparenza potrebbe sembrare una medicazione troppo ingombrante, ma si trattava dell’unico modo efficace per mantenere tutto in ordine per 48/72 ore, resistendo alle sollecitazioni che una paziente quasi completamente allettata, riceve continuamente. Dopo circa due settimane la ferita era chiusa e si presentava con una crosta cicatriziale. Dopo circa quaranta giorni abbiamo avuto il riscontro della completa guarigione, dai parenti della paziente. La cute appariva integra con esito cicatriziale molto buono.

Il secondo caso clinico, questa volta gestito in ambito domiciliare, riguarda una ragazza di 27 anni vittima di un incidente da caduta dalla moto. La gamba sinistra presentava una vasta abrasione nella regione femorale laterale e una abrasione più profonda nella regione tibiale laterale.

Dopo il lavaggio delle ferite e la detersione con soluzione antisettica, abbiamo applicato il Rigenase con PHMB garze su tutta la superfice delle lesioni. Sono state posizionate compresse di schiuma di poliuretano per assorbire l’essudato abbondante presente.

Infine la medicazione è stata fissata con un bendaggio blando (“salvapelle” e sustineaflex). La medicazione è stata rinovata ogni 48 ore nella fase iniziale e poi ogni 72 ore quando è diminuito l’essudato. Alla fine del trattamento è stato raccomandato di utilizzare la crema al silicone e di proteggere le zone dall’esposizione al sole per almeno sei mesi, ma possibilmente anche oltre.

Il risultato è davvero sorprendente. Si potrebbe obiettare che essendo la paziente giovane, l’effetto del trattamento potrebbe essere stato marginale. Non è così perché la persona di pari età che si è procurata una ferita simile nello stesso incidente, ha scelto di utilizzare altri prodotti, ma non ha avuto il medesimo risultato.

In conclusione, possiamo affermare che il trattamento con Rigenase con PHMB nei due diversi tipi di ferite ha dato esiti decisamente positivi. Non abbiamo ancora avuto modo di testare il prodotto su ferite più complesse come le lesioni da pressione o le ulcere vascolari, ma le ricerche scientifiche e gli studi clinici hanno dato riscontri positivi.

Redazione Nurse Times

Riferimenti bibliografici

  • Sanguigno R. et al. A Triticum vulgare Extract Exhibits Regenerating Activity During the Wound Healing Process. Acta Biochim Pol. 2019 (Focus: Epidermal barrier lipid restoration).
  • Tito A. et al. Molecular Mechanisms at the Basis of Pharmaceutical Grade Triticum vulgare Extract Activity. Int J Mol Sci. 2020 (Focus: AQP3 upregulation and hydration).
  • Romanelli M. et al. Clinical and biophysical evaluation of Triticum vulgare extract in skin barrier repair and chronic wound management. J Dermatol Treat. 2018;29(5):451-456.
  • D’Agostino A. et al. Triticum vulgare extract modulates the expression of extracellular matrix biomarkers in cutaneous wound healing. J Ethnopharmacol. 2020;253:112651.
  • Tito A. et al. Triticum vulgare Extract: Pharmacological Activities and Clinical Use in Wound Care. BioMed Research International. 2021; Vol. 2021.
  • Riccio R. et al. An Early Quantitative Approach to Phytochemical Composition of the Aqueous Extract of Triticum vulgare. Phytochem Anal. 2021.

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
NT News

Dimissioni di bambini con patologie complesse: le prospettive dei caregiver in uno studio

Di seguito l’abstract di uno studio pubblicato su Hospital Pediatrics. Obiettivo La...

MediciNT News

Lettera aperta degli psicologi al ministro Nordio: “La scienza che rappresentiamo non riconosce l’alienazione parentale”

Il Cnop: “Nessun manuale diagnostico contempla la Pas. Basta, riunificazioni forzate. E...