Si è riaperta ieri la trattativa tra Aran e sindacati di categoria per il rinnovo del Ccnl della dirigenza dell’Area Sanità (triennio 2025-2027). Sul tavolo, una nuova bozza di 78 pagine, che l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni ha presentato ai rappresentanti sindacali di medici, veterinari e dirigenti sanitari.
Tra le principali novità, il pacchetto sicurezza a tutela del personale sanitario vittima di aggressioni. Si tale tema il testo introduce l’obbligo di supporto psicologico, il patrocinio legale a carico dell’amministrazione e la possibilità di fruire di ferie e riposi solidali fino a un massimo di 30 giorni per favorire il pieno recupero psicofisico, estendendo ai medici una misura già prevista per il comparto infermieristico.
Sul versante economico la bozza prevede un incremento medio di 240 euro lordi mensili sulla retribuzione fissa della dirigenza medica, somma che potrà salire fino a 380 euro lordi al mese per effetto degli stanziamenti aggiuntivi. A tal proposito ricordiamo che la manovra finanziaria include inoltre 15 milioni di euro per l’indennità di pronto soccorso, 362 milioni per l’indennità medico-veterinaria e 8 milioni per l’indennità di specificità sanitaria.
La bozza di Ccnl prevede poi progressioni economiche e di carriera automatiche al raggiungimento di tre, cinque e dieci anni di servizio. Tale misura è finalizzata a contrastare la fuga dalle strutture pubbliche e la crisi d’attrattività della professione, che nei prossimi dieci anni vedrà il pensionamento di un terzo dei medici nei Paesi ad alto reddito.
Sul tavolo restano infine l’adeguamento delle indennità per turni notturni, festivi, guardie e rapporto d’esclusività, oltre a una specifica disciplina sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei percorsi formativi.
Il confronto di ieri si inserisce nel solco dell’accordo raggiunto a febbraio, che aveva garantito un incremento medio di 491 euro per 137mila dirigenti. La fumata bianca resta, tuttavia, sembra ancora lontana. Sigle sindacali come come Cimo-Fesmed e Anaao Assomed, infatti, hanno già annunciato l’intenzione di non sottoscrivere la pre-intesa se non riceveranno risposte soddisfacenti alle loro richieste.
Dal canto suo il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha dichiarato: “Capiremo a che punto siamo e potremo verificare concretamente se ci sono le condizioni per arrivare alla chiusura del Contratto”. La prossima riunione è stata fissata per il 1° ottobre.
Redazione Nurse Times
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