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Ravenna, contestata l’associazione a delinqere per i certificati anti-Cpr. Perquisizione per 23 medici in 9 città

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La Procura di Ravenna contesta l’associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta che ha portato alla perquisizione di 23 medici in varie città (Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese). L’unico dei perquisiti a risponderne come indagato è Nicola Cocco, infettivologo ed esponente della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm).

Cocco è considerato dagli inquirenti una sorta di referente dei colleghi sul tema, come emerso nell’indagine sull’ospedale di Ravenna, dove erano state disposte le misure cautelari. E’ indagato per associazione a delinquere finalizzata alla formazione di falsi certificati di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), con altre posizioni al vaglio.

Dopo le perquisizioni, la Squadra mobile, coordinata dalla Procura di Ravenna, valuterà il materiale acquisito e non si esclude che possano arrivare nuove iscrizionii ne registro degli indagati. Nel caso di un medico raggiunto dalla perquisizione a Roma è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco perché il professionista si era chiuso in casa.

Le prime reazioni

“Si stanno usando come bersaglio delle professioniste come fossero parte di un’associazione a delinquere, quando invece hanno solo in coscienza seguito il Codice deontologico, evitando che delle persone venissero rinchiuse nei Cpr, luoghi patogeni per la salute fisica e mentale, perché erano responsabili della loro salute. Dopo Ravenna, ci aspettavamo una dichiarazione di guerra simile a livello nazionale. Non ci sorprende che sia colpita in particolare Bologna, sempre nel mirino di questo Governo”. Così Vanessa Guidi, dottoressa di Mediterranea, in presidio davanti alla questura di Bologna insieme ad altri medici, specializzandi e studenti di medicina.

Nell’attesa che cinque medici convocati uscissero dalla questura bolognese, dove sono stati ascoltati in relazione al presunto rilascio di certificazioni mediche false, il presidente di Laboratorio di salute popolare, Stefano Caselli, ha annuncia una manifestazione più grande per sabato alle 18, in piazza del Nettuno: “È un evento grave, che non può passare in silenzio. Chiediamo a gran voce che l’Ordine dei medici di Bologna si esprima su questo caso, così come hanno già fatto gli Ordini di altre città quando accadde a Ravenna”.

E a tal proposito non si è fatto attendere il commento sui social del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini: “Se riconosciuti colpevoli, radiazione dall’Albo dei medici e pagamento dei danni, di tasca propria”.

Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore: “Noi sappiamo quello che leggiamo sui giornali. Abbiamo fiducia nella magistratura e nel lavoro che deve essere fatto per chiarire questa situazione, così come abbiamo fiducia assoluta nel personale medico e infermieristico della nostra regione, del quale siamo molto orgogliosi. Se la Destra ha delle informazioni, è giusto che si rivolga alla Procura”.

In difesa dei colleghi coinvolti si è schierata Medici Senza Frontiere (MSF), che ha deciso di rivolgersi alla Procura di Ravenna per chiedere che il Giuramento di Ippocrate venga acquisito agli atti dell’inchiesta, a richiamo dei principi di indipendenza e responsabilità che guidano la professione medica.

“Con questo gesto simbolico – ha dichiarato Chiara Montaldo, infettivologa e responsabile medica di MSF – sprimiamo la nostra solidarietà ai colleghi indagati e ribadiamo che un medico deve sempre agire secondo scienza e coscienza, nell’interesse esclusivo della salute delle persone. ‘Primum non nocere’, prima di tutto non nuocere, è il principio cardine della pratica medica”.

E ancora: “I Cpr sono luoghi in cui il diritto alla salute è sistematicamente compromesso, e rappresentano un sistema patogeno, dove le persone si ammalano, si suicidano e i diritti vengono sistematicamente calpestati. È indispensabile che ai medici sia riconosciuta la libertà di svolgere il proprio ruolo senza condizionamenti, curando e tutelando ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione, mettendo la salute al centro di ogni decisione clinica”.

Redazione Nurse Times

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