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Parto trans, scontro sul congresso delle ostetriche: Vannacci attacca

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A Riccione il 3 e 4 ottobre AIO parlerà di gravidanza, parto e allattamento trans. Futuro Nazionale annuncia un’interrogazione a Schillaci

A Riccione, il 3 e 4 ottobre 2026, il secondo Congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Ostetricia (AIO) ospiterà una sessione dedicata a gravidanza, parto e allattamento nella comunità transgender. L’appuntamento, dal titolo “Se a partorire non è una ‘madre’”, ha innescato uno scontro politico che coinvolge Futuro Nazionale, il suo presidente Roberto Vannacci e il ministro della Salute Orazio Schillaci, al quale è stata annunciata un’interrogazione parlamentare.

Congresso AIO a Riccione: cosa prevede realmente il programma

Il congresso si intitola “La comunità ostetriche nel mosaico sociale: genere, generi, generazioni” e si terrà all’Hotel Nautico di Riccione.

Il programma ufficiale indica per la mattina del 3 ottobre un “Simposio sull’affermazione di genere”. Tra gli argomenti figurano stereotipi e stigma nell’accesso alle cure, linguaggio sanitario, salute sessuale e riproduttiva, pavimento pelvico e assistenza alle persone LGBTQIA+.

Uno dei momenti destinati a suscitare maggiore attenzione è proprio:

“Se a partorire non è ‘una madre’: panoramica su gravidanza, parto e allattamento nella comunità Trans”.*

Secondo il programma sono previsti gli interventi dell’ostetrica e consulente sessuologa Chiara Mogliazza, di Egon Botteghi, indicato come referente per la Genitorialità Trans dell’associazione Rete Genitori Rainbow, e dell’avvocata Stefania Narducci. Il programma ufficiale identifica Anna Paola Caruso come presidente AIO e Antonella Marchi come past president e segretaria nazionale.

AIO compare inoltre nell’elenco ministeriale delle società scientifiche e associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie previsto dalla normativa sulla responsabilità professionale.

Crediti ECM: i 10,5 punti riguardano il congresso, non il singolo panel

È uno degli aspetti più importanti per ricostruire correttamente la vicenda.

La pagina dell’organizzatore riporta espressamente “Crediti ECM 10,5” riferendoli all’intero evento del 3 e 4 ottobre. Anche la pagina pubblicata da un Ordine della professione ostetrica descrive il 2° Congresso nazionale AIO come evento da 10,5 crediti formativi.

Il programma prevede infatti numerosi altri argomenti oltre alla salute transgender: pavimento pelvico, assistenza al travaglio e al parto, laser terapia, riabilitazione, tecnologie applicate all’ostetricia e altre sessioni professionali. Al termine è previsto il test di apprendimento per l’acquisizione dei crediti.

Per questo motivo è più preciso affermare che il congresso che comprende anche il panel sulla comunità trans assegna 10,5 crediti ECM, anziché attribuire automaticamente tutti i crediti alla sola relazione sull’allattamento o sul parto trans.

Vannacci e Futuro Nazionale: annunciata un’interrogazione a Schillaci

Le reazioni politiche sono arrivate da Futuro Nazionale, formazione presieduta da Roberto Vannacci. Davide Bergamini e Rossano Sasso hanno annunciato un’interrogazione al ministro della Salute Orazio Schillaci, contestando l’inserimento di questi temi nella formazione dei professionisti sanitari.

Vannacci ha criticato il congresso sui propri canali social richiamando anche il titolo del suo libro Il mondo al contrario. Laura Ravetto ha a sua volta aderito alla contestazione, sostenendo che il concetto di madre non debba essere modificato in nome di quelle che Futuro Nazionale considera posizioni ideologiche.

Nelle dichiarazioni diffuse dai parlamentari viene inoltre contestato il fatto che un evento ECM affronti gravidanza e allattamento delle persone trans.

La replica di AIO: “Il nostro compito è tutelare la salute”

Di segno opposto la posizione espressa da Antonella Marchi, promotrice del congresso.

Intervistata dall’ANSA, Marchi ha spiegato che i professionisti sanitari devono occuparsi della tutela della salute indipendentemente dal dibattito politico e che l’ostetricia deve confrontarsi anche con persone che conservano una capacità riproduttiva pur non identificandosi come donne.

Secondo Marchi, inoltre, l’evento avrebbe raggiunto il sold out in pochi giorni. Si tratta, è bene precisarlo, di un dato dichiarato dalla rappresentante AIO e riportato dall’ANSA.

Il tema centrale posto dall’associazione è quindi quello della formazione del professionista che può trovarsi concretamente ad assistere una persona transgender durante un percorso ginecologico, una gravidanza o un parto.

Parto trans: cosa dice realmente la letteratura scientifica

Al di là dello scontro politico, sul piano medico occorre distinguere identità di genere, anatomia riproduttiva e capacità gestazionale.

Una persona transgender di genere maschile che abbia conservato utero e ovaie funzionali può biologicamente concepire e portare avanti una gravidanza. Non significa che tutte le persone transgender possano farlo, né che la terapia ormonale sia priva di conseguenze sulla fertilità.

Uno studio pubblicato nel 2014 su Obstetrics & Gynecology analizzò 41 uomini transgender che avevano avuto una gravidanza: il 61%, cioè 25 partecipanti, aveva assunto testosterone prima del concepimento. La ricerca documenta quindi che una precedente terapia con testosterone non esclude necessariamente una futura gravidanza. (PubMed)

La letteratura più recente conferma però che gli effetti a lungo termine del testosterone sulla capacità riproduttiva non sono ancora completamente definiti e che il percorso deve essere gestito clinicamente in maniera individualizzata. (PubMed Central (PMC))

Il testosterone non deve essere considerato un contraccettivo e la terapia ormonale durante una gravidanza necessita di specifica gestione specialistica, poiché l’esposizione androgenica può interferire con lo sviluppo fetale. (PubMed Central (PMC))

E l’allattamento?

Anche in questo caso le generalizzazioni sono poco utili.

Una persona transmasculine che abbia conservato tessuto mammario funzionale può produrre latte dopo la gravidanza. La possibilità e la quantità della lattazione dipendono però da anatomia individuale, eventuali interventi chirurgici al torace, equilibrio ormonale e altri fattori clinici.

Uno studio qualitativo pubblicato su BMC Pregnancy and Childbirth ha esaminato 22 persone transmasculine: 16 avevano scelto di allattare o nutrire il bambino al petto per almeno un periodo. Gli autori sottolineavano l’estrema variabilità delle esperienze e la necessità di un’assistenza individualizzata. (PubMed)

Esistono inoltre pubblicazioni e case report sull’induzione della lattazione nelle donne transgender, ma le evidenze disponibili sono molto più limitate e non consentono di trasformare singole esperienze cliniche in indicazioni universali. (PubMed)

In altre parole, “allattamento trans” è un’espressione giornalisticamente sintetica che comprende situazioni biologicamente e clinicamente molto diverse.

Anche il diritto italiano distingue identità anagrafica e anatomia riproduttiva

Un ulteriore elemento aiuta a comprendere perché un uomo transgender possa presentarsi in un servizio ostetrico conservando utero e ovaie.

La Corte costituzionale, con le sentenze n. 221/2015 e n. 180/2017, ha chiarito che l’intervento chirurgico sui caratteri sessuali primari non costituisce un prerequisito obbligatorio per ottenere la rettificazione anagrafica del sesso. Il principio è stato richiamato nuovamente dalla Consulta nel 2024. (Corte Costituzionale)

Di conseguenza, identità e sesso anagrafico non permettono da soli di dedurre quali organi riproduttivi una persona abbia conservato.

È un dato giuridico e sanitario rilevante soprattutto per screening, contraccezione, gravidanza e assistenza ostetrico-ginecologica.

Cosa cambia per ostetriche e professionisti sanitari

La questione professionale è distinta dalla valutazione politica o culturale del tema.

Un’ostetrica o un medico che si trovi davanti una persona transgender con una gravidanza in corso deve comunque essere in grado di garantire sicurezza clinica, valutazione ostetrica, tutela fetale, gestione farmacologica appropriata e continuità assistenziale.

La formazione può riguardare anche aspetti molto concreti: anamnesi farmacologica, precedente uso di testosterone, anatomia riproduttiva, eventuali interventi chirurgici, screening, supporto alla lattazione, contraccezione postpartum e organizzazione dei percorsi assistenziali.

Questo non elimina la necessità di discutere criticamente qualità scientifica, contenuti e modalità della formazione ECM. Significa però separare una domanda legittima — quanto sono solide le evidenze e quali competenze devono essere insegnate? — dalla questione, già documentata in letteratura, dell’esistenza di persone transgender che affrontano gravidanza e parto. (PubMed)

Il caso SIGO: attenzione alle cariche aggiornate

Nelle cronache sulla polemica è stata riportata anche una dichiarazione di Vito Trojano, favorevole a garantire possibilità riproduttive alle persone che desiderano avere figli. (Il Resto del Carlino)

Va però effettuata una correzione rispetto ad alcune ricostruzioni: Trojano non è oggi il presidente SIGO. Il direttivo ufficiale 2026-2027 indica Elsa Viora come presidente, Vito Trojano come past president e Luigi Nappi come presidente eletto. La stessa SIGO aveva annunciato nel luglio 2026 l’insediamento di Viora alla presidenza. (SIGO)

Tra politica e sanità, il confronto continuerà

La polemica è destinata con ogni probabilità a proseguire fino al congresso di Riccione e all’eventuale iniziativa parlamentare annunciata da Futuro Nazionale.

I fatti verificabili, al momento, sono tre: il panel su gravidanza, parto e allattamento trans esiste ed è inserito nel programma ufficiale AIO; il congresso del 3 e 4 ottobre è un evento formativo da 10,5 crediti ECM complessivi; la possibilità che alcune persone transgender conservino capacità gestazionale e possano affrontare gravidanza, parto e, in determinate condizioni, lattazione è documentata nella letteratura scientifica. (AgCongress)

Resta invece terreno di confronto politico e professionale stabilire come questi argomenti debbano entrare nei programmi di formazione sanitaria, quali evidenze debbano essere considerate e quale linguaggio sia più appropriato. Un dibattito che, proprio perché riguarda salute, diritti, professioni e sicurezza delle cure, richiede dati verificabili più che slogan.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate

  • Programma del 2° Congresso nazionale AIO, Riccione 3-4 ottobre 2026, con programma scientifico e relatori. (ostetriche-bgcrlomimb.it)
  • Ministero della Salute, elenco delle società scientifiche: presenza dell’Associazione Italiana di Ostetricia. (Ministero della Salute)
  • Corte costituzionale, sentenze n. 221/2015, n. 180/2017 e n. 143/2024 sulla rettificazione anagrafica e sulla non obbligatorietà dell’intervento chirurgico. (Corte Costituzionale)
  • PubMed/letteratura scientifica, studi su gravidanza e lattazione nelle persone transgender. (PubMed)
  • SIGO, composizione ufficiale del direttivo 2026-2027. (SIGO)
  • ANSA, dichiarazioni AIO e annuncio dell’interrogazione di Futuro Nazionale. (ANSA.it)

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