All’ospedale Galliera di Genova è concreto il rischio di chiusura di interi reparti. Il motivo? La fuga di infermieri, che tramite concorso andranno a lavorare altrove, e la normale turnazione estiva, dovuta alle ferie del personale. E intanto si cerca di tamponare in attesa di forze fresche, che dovrebbero arrivare dalla graduatoria del concorso regionale.
L’ultimo caso riguarda il reparto 0B2 (Area critica di Medicina). Dei 10 posti letto (8 di Area critica di Medicina e 2 in carico alla Neurologia come centro ictus) 4 sono stati temporaneamente eliminati e i restanti 6 trasferiti nel reparto di Cardiologia. Di fatto, quindi, la Cardiologia perde 6 posti letto di degenza, passando da 12 a 6. Ma parliamo di un reparto che spesso registra la totale saturazione dei letti, e ora ne avrà meno a disposizione.
Si tratta inoltre di posti letto ad elevato turnover, utilizzati prevalentemente per procedure interventistiche che richiedono solo pochi giorni di degenza. Con la conseguenza preventivabile che il dimezzamento dei posti letto tra Cardiologia e Area critica di Medicina si riverbererà sulle attese al Pronto soccorso di pazienti che dovrebbero essere ricoverati in quei reparti e sulle liste dei pazienti in attesa di eseguire procedure interventistiche.
“Alla richiesta alla direzione della durata prevista dell’attuale chiusura del reparto 0B2 è stato risposto per tempi indefiniti – rivela al Secolo XIX una fonte interna all’ospedale Galliera -. In seguito alle riorganizzazioni e chiusure di reparti recentemente effettuate sono stati persi 47 posti di Area Medica”.
Non è d’accordo sul conteggio complessivo il direttore generale del Galliera, Francesco Quaglia, che sempre al Secolo XIX rimarca come tutte le decisioni aziendali siano state preventivamente comunicate agli interessati. Lui stesso, però, non nega le difficoltà contingenti dell’ospedale del centro cittadino: “L’accorpamento sulla Cardiologia è effettivamente avvenuto dallo scorso venerdì. Il resto dell’operazione è in divenire, perché potremmo recuperare qualche risorsa infermieristica che ci permetterebbe di limitare le chiusure altrimenti inevitabili”.
Già, perché il nodo è proprio la disponibilità di infermieri e non c’entra, almeno relativamente, il periodo estivo. “È normale che in estate l’attività chirurgica elettiva venga ridotta, ma qui stiamo parlando di altro, siamo costretti a rivedere interi reparti – commenta Quaglia -. E’ l’onda lunga del concorso metropolitano per infermieri che ci ha penalizzato”.
Ma com’è possibile che un concorso per assumere nuovi infermieri vada a rischiare di svuotare uno degli ospedali genovesi? Lo spiega lo stesso Quaglia: “Il concorso era per tutta l’Area Metropolitana e c’era un forte fabbisogno di nuovi ingressi nelle case e negli ospedali di comunità. Per questo molti infermieri dagli ospedali hanno tentato il concorso per trasferirsi sul territorio, in cerca di migliori condizioni. Di fatto c’è stata una grossa mobilità interna. In particolare dal Galliera abbiamo avuto oltre 130 unità che avrebbero potuto trasferirsi di cui 87 nelle case di comunità”.
Il saldo finale sarà più limitato: “Sì, perché molti alla fine hanno deciso di rimanere e c’è stato uno sforzo organizzativo per evitare di sguarnire l’ospedale”. Ma dall’inizio di giugno è iniziato l’esodo vero e proprio e lo scorrimento della graduatoria, da cui attingerà poi il Galliera stesso per i propri nuovi ingressi, non è così rapido.
“Grazie ai tempi determinati (è stato fatto un bando a luglio) – conclude il direttore – abbiamo recuperato una decina di persone, ma in estate trovarne è ancora più difficile e io non vorrei ricorrere ai gettonisti. La Regione è consapevole di questo stato di difficoltà che non è solo del Galliera e cercheremo di mettere in campo le adeguate compensazioni”.
Il tema degli organici del Galliera è stato discusso anche in Consiglio regionale nella seduta del 21 luglio. All’interrogazione del consigliere Armando Sanna (Pd) l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò, aveva risposto: “Si tratta di un normale processo di scorrimento delle graduatorie, gestito attraverso la collaborazione tra le aziende coinvolte, e nel rispetto delle aspettative dei professionisti e delle necessità organizzative delle strutture”.
E ancora: “E’ stata condivisa un’organizzazione che tiene conto del diritto degli idonei all’assunzione tramite graduatoria e delle esigenze assistenziali ed organizzative del Galliera e di AOM, e che queste modalità consentiranno di programmare gli ingressi in maniera graduale, riducendo al minimo l’impatto sull’operatività dei reparti e garantendo la continuità dei servizi”.
Ma al netto delle contromisure, la coperta si è già rivelata corta e bisogna guardare al lungo periodo. “Speriamo che con i nuovi laureati a ottobre possiamo recuperarne un po’”, auspica il direttore del Galliera.
Redazione Nurse Times
Fonte: Il Secolo XIX
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