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Palermo, coordinatrice infermieristica vince ricorso per mobbing e straining: sarà riassegnata al suo ruolo

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Emodinamica, innovativa procedura salva paziente 85enne al Policlinico Giaccone di Palermo
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Con ordinanza depositata il 10 luglio scorso il Tribunale del Lavoro di Palermo, in attesa della decisione di merito, ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da una coordinatrice infermieristica in servizio al Policlinico Giaccone di Palermo, stabilendone il ricollocamento nel reparto di Cardiologia o, in alternativa, in altra unità operativa dove risulti attualmente vacante la stessa funzione.

La dipendente, infatti, sarebbe stata progressivamente privata delle proprie funzioni e trasferita più volte in reparti dove il suo ruolo non era nemmeno previsto in pianta organica. La stessa infermiera ha inoltre preannunciato richiesta di risarcimento dei danni professionali, personali e alla salute derivanti dalle condotte denunciate, che nel ricorso vengono ricondotte alle fattispecie di mobbing e straining. Il Policlinico di Palermo dovrà inoltre rimborsare le spese legali, liquidate in 1.600 euro, oltre accessori.

Secondo la ricostruzione contenuta nel ricorso, la dipendente aveva ricevuto l’incarico di coordinatrice infermieristica nel 2018, esercitandolo prima in Cardiologia e poi, dal 2024, nella Uoc di Ostetricia e ginecologia. La situazione sarebbe però cambiata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, quando L’Aou Policlinico Giaccone di Palermo avrebbe attribuito nuovi incarichi di coordinamento ad altre dipendenti, senza formalizzare alcun provvedimento di revoca nei confronti della ricorrente.

Una condotta che avrebbe generato sovrapposizioni di ruolo, isolamento professionale ed episodi di forte tensione. In un caso, ad esempio, la ricorrente ha riferito di essere stata pubblicamente apostrofata come “impostora” davanti ai colleghi e di essersi vista chiudere in faccia la porta della medicheria.

Nell’aprile 2026 la dipendente era stata poi trasferita alla Uoc Recupero e riabilitazione funzionale, struttura in cui la figura della coordinatrice non era prevista e sarebbe dunque rimasta di fatto senza mansioni, senza stanza, scrivania, computer o strumenti di lavoro. Un secondo trasferimento, disposto in giugno al Complesso operatorio ad alta tecnologia interventistica, non avrebbe modificato la situazione: la sarebbe rimasta priva di indicazioni operative anche nella nuova sede, denunciando anche sintomi di ansia, insonnia e stress lavoro-correlato. 

Nel provvedimento di accoglimento del ricorso si evidenzia come l’incarico di coordinatrice infermieristica, benché temporaneo per contratto, non fosse mai stato revocato con un atto scritto e motivato, come richiesto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro di comparto succedutisi dal 2016 al 2025. La circostanza decisiva sta nel fatto che la lavoratrice continuava a percepire la relativa indennità economica. Un elemento che, secondo la giudice del Tribunale di Palermo, conferma la persistenza formale dell’incarico, mai formalmente revocato. 

Nell’ordinanza si osserva infine che l’Aou Giaccone di Palermo non ha mai dedotto l’inesistenza di posti disponibili per la funzione di coordinatrice infermieristica, mentre risulta incontestata la disponibilità di un posto vacante proprio in Cardiologia, prima sede della ricorrente, alla quale adesso il giudice ha ridestinato la lavoratrice.

Redazione Nurse Times

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