Home Infermieri Infermieri virtuali, è boom negli ospedali americani: vantaggi e dubbi
InfermieriNT NewsProfilo professionale

Infermieri virtuali, è boom negli ospedali americani: vantaggi e dubbi

Condividi
Condividi

Negli Stati Uniti il ricorso degli ospedali agli infermieri virtuali è ormai una prassi consolidata. Parliamo di professionisti che svolgono da remoto numerose attività cliniche e organizzative, utilizzando sistemi di telemedicina e collegamenti video per affiancare il personale presente nei reparti.

In pratica, gli infermieri virtuali possono fornire indicazioni a pazienti e famigliari, raccogliere informazioni sanitarie, verificare la documentazione clinica, monitorare alcuni parametri, consentendo così a medici e colleghi ospedalieri di dedicare più tempo all’assistenza diretta e alle procedure che richiedono una presenza fisica.

La sempre maggior diffusione degli infermieri virtuali negli Usa è legata soprattutto alla carenza di personale. Proprio per far fronte a questo problema molti ospedali si avvalgono di professionisti in collegamento dall’estero, in particolare dalle Filippine, Paese con una lunga tradizione nella formazione infermieristica.

L’obiettivo, quindi, è rendere più efficiente il lavoro, ma qualche dubbio è legittimo, anche alla luce del ruolo sempre più importante giocato dall’intelligenza artificiale in campo sanitario. Le principali preoccupazioni riguardano la tutela della privacy e la sicurezza dei dati sanitari.

Per non parlare del rapporto umano col paziente, elemento fondamentale nell’assistenza infermieristica. Gli esperti, tuttavia, tengano a precisare che la somministrazione delle terapie, le medicazioni, la mobilizzazione dei pazienti e tutte le attività assistenziali, così come il giudizio finale, restano sempre nelle mani dei professionisti presenti in corsia. La tecnologia, pertanto, non metterebbe a rischio il contatto umano, a patto che non se ne faccia un uso eccessivo.

E poi c’è il risvolto economico: affidandosi a infermieri virtuali e assistenti remoti, gli ospedali americani risparmiano fino al 70% sui costi del personale. Peccato che i lavoratori siano spesso assunti senza colloqui, controlli approfonditi dei precedenti o formazione strutturata. Alemeno secondo un rapporto dell’AI Now Institute, che solleva dubbi sulla sicurezza dei pazienti.

Domanda finale: quello degli infermieri virtuali è un modello esportabile? in Italia e nel resto d’Europa il telenursing esiste già, ma si tratta di una fattispecie differente. La Fnopi partecipa dal 2024 a un progetto finanziato dall’Unione Europea proprio su questo tema, mentre il Pnrr ha messo a disposizione soldi e normativa per la teleassistenza territoriale. Insomma, si tratta di infermieri che seguono da remoto i propri pazienti cronici, non di contractor esteri che monitorano pazienti mai visti di persona per conto di un ospedale che non li assume direttamente.

Redazione Nurse Times

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
CittadinoNT NewsPrevenzione

Bambini non vaccinati, assistenti sanitari: “Colmare i divari per proteggere tutti”

In Italia il livello di protezione vaccinale varia da un territorio all’altro....

Asp Vibo Valentia: avviso pubblico per l'assunzione di 12 oss
CalabriaMediciNT NewsRegionali

Prestazioni aggiuntive: Asp Vibo Valentia fissa i compensi per medici, infermieri e personale sanitario

L’Asp Vibo Valentia ha approvato il nuovo Regolamento sulle prestazioni aggiuntive, deliberando quanto costerà...

NT NewsO.S.S.RegionaliSardegna

Sardegna, approvato il ddl per la stabilizzazione degli oss

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta della presidente e assessora ad...