Soccorritori, sanitari e funzionari. La missione italiana a sostegno della popolazione devastata dal terremoto è arrivata in Venezuela con un aereo messo a disposizione dal ministero della Difesa. A comporla sono 97 persone, compresi 40 vigili del fuoco e 36 operatori della Protezione Civile provenienti da sei regioni italiane (Lazio, Lombardia, Toscana, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte).
Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con la Farnesina è a disposizione delle autorità locali per fornire sostegno e assitenza, in particolare nella ricerca e nel soccorso dei dispersi. I 36 sanitari italiani sono stati suddivisi in tre ospedali del distretto di Caracas, di cui un ospedale militare.
Contemporaneamente i funzionari dell’Unità di crisi della Farnesina seguono i tanti italiani che vivono in Venezuela. Nell’area del sisma, infatti, risiedono circa 65mila nostri connazionali, radicati da anni sul territorio, mentre sono 3mila quelli che vivono a ridosso dell’epicentro del sisma. Al momento è confermato il decesso di un italo-venezuelano, ma non si esclude la possibilità di altre vittime italiane.
“La situazione in Venezuela è complicata e le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente – spiega la consigliera dell’Unità di crisi, Maria Teresa Del Re -. Sia l’unità di crisi sia il consolato stanno ricevendo numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì”.
Redazione Nurse Times
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