“Finalmente riconosciuto un diritto atteso da anni”. Roberto Tassi, dirigente provinciale di Nursing Up Ascoli Piceno, commenta così l’accordo che garantisce il diritto al buono pasto sostitutivo per gli infermieri della casa circondariale di Ascoli Piceno impegnati in turni superiori alle sei ore e impossibilitati a usufruire del servizio mensa, in coerenza con i principi espressi dalla giurisprudenza di Cassazione.
La vertenza era stata avviata nel gennaio 2022 proprio su iniziativa del sindacato Nursing Up. Nel marzo 2024 si era registrato un primo rinvio del giudizio per consentire lo svolgimento di trattative tra le parti. Nel dicembre 2025 il giudice, preso atto del mancato esito di tali trattative, aveva disposto la prosecuzione del procedimento.
Un passaggio decisivo è rappresentato dalla determina n. 6 del 13 gennaio 2025, con cui l’Ast Ascoli Piceno, facendo seguito dell’iniziativa sindacale di Nursing Up e al relativo contenzioso instaurato presso il Tribunale del lavoro, ha riconosciuto il diritto al buono pasto sostitutivo nei casi di assenza del servizio mensa e per turni superiori alle sei ore.
Un provvedimento che ha trovato concreta attuazione grazie alle interlocuzioni sindacali con la direzione generale dell’Azienda e con gli uffici competenti, portando all’erogazione del buono pasto tramite card elettronica con decorrenza 2025. Con provvedimento del 2 aprile 2026, il Tribunale del lavoro ha inoltre disposto un tentativo di conciliazione tra le parti in merito al riconoscimento delle somme per il periodo pregresso, fissando la comparizione all’udienza del 10 luglio 2026.
Parallelamente all’attuazione del provvedimento, resta aperta la vertenza complessiva sul riconoscimento del medesimo diritto per altri presidi aziendali e per le annualità pregresse non ancora riconosciute. Nursing Up ha infatti avviato ulteriori iniziative in favore degli infermieri dell’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno, dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto e di tutti i professionisti sanitari che operano nelle medesime condizioni lavorative.
“Questo risultato rappresenta un passo importante, ma anche un punto di partenza per proseguire nelle azioni a tutela dei diritti di tutti i professionisti della salute coinvolti”, conclude Tassi.
Redazione Nurse Times
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