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“Prestazioni aggiuntive usate per coprire carenze di pesonale in Aorn Caserta”: esposto Nursind alla Corte dei conti

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Il sindacato Nursind Campania ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti contro quello che definisce un utilizzo “distorto e strutturale” delle prestazioni aggiuntive nel Blocco Operatorio Cardiovascolare dell’Aorn Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Al centro della vicenda, una disposizione aziendale con cui viene autorizzato un budget mensile di 370 ore di prestazioni aggiuntive infermieristiche per garantire la presenza notturna di due infermieri presso la Camera Operatoria Cardiovascolare. Secondo Nursind, però, il nodo non sarebbe la necessità di garantire sicurezza assistenziale, bensì il metodo scelto per affrontare la cronica carenza di personale.

“L’Azienda non può pensare di risolvere la carenza di personale attraverso i fondi delle prestazioni aggiuntive – fanno sapere dal sindacato -. Per noi esiste un possibile danno erariale sotto il profilo contabile, ed è per questo che abbiamo trasmesso l’esposto denuncia alla Corte dei conti”.

L’esposto, firmato dal segretario regionale di Nursind Campania, Antonio Eliseo, parla apertamente di un modello organizzativo basato “sul ricorso sistematico e reiterato” a prestazioni aggiuntive, pronte disponibilità, ordini di servizio ed estensioni orarie. Tutti strumenti che dovrebbero avere carattere eccezionale, ma sarebbero invece diventati una modalità ordinaria di copertura dei turni e delle attività chirurgiche programmate.

Nel documento inviato alla magistratura contabile Nursind evidenzia come il ricorso continuativo alle prestazioni aggiuntive possa determinare una “lievitazione strutturale della spesa del personale”, con costi superiori rispetto a una normale programmazione del fabbisogno. L’atto aziendale, infatti, riconosce apertamente che l’attuale dotazione organica “non consente, allo stato, la copertura strutturale del fabbisogno” e definisce il ricorso alle prestazioni aggiuntive una misura “eccezionale e temporanea”.

Ma è proprio questo il punto sollevato da Nursind: “Quando una misura emergenziale viene utilizzata stabilmente per assicurare il funzionamento ordinario delle sale operatorie, si altera completamente la natura dell’istituto contrattuale”. Secondo il sindacato, la situazione potrebbe configurare profili di “mala gestio organizzativa”, soprattutto laddove non vi sia stata un’adeguata programmazione del reclutamento del personale.

Nel lungo esposto inviato alla Corte dei conti NurSind richiama anche i possibili effetti indiretti sul personale e sulla sicurezza delle cure. Si parla di aumento del rischio clinico, crescita delle assenze per malattia, incremento degli infortuni e maggiore esposizione a contenziosi risarcitori. Una pressione continua che, secondo il sindacato, non può più essere scaricata esclusivamente sugli infermieri e sugli operatori sanitari.

“Non si può continuare a tenere in piedi interi servizi sanitari facendo leva esclusivamente sulla disponibilità dei professionisti – dice Nursind Campania -. Servono assunzioni vere, programmazione e organizzazione stabile”.

La richiesta avanzata alla Corte dei conti è chiara: verificare eventuali responsabilità amministrativo-contabili, accertare il corretto utilizzo delle risorse pubbliche e acquisire tutta la documentazione relativa ai piani di fabbisogno, ai costi delle prestazioni aggiuntive e agli atti organizzativi adottati dall’Aorn Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Redazione Nurse Times

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