Home Cittadino No Tobacco Race 2026 a Terlizzi (Bari): prevenzione, ricerca e istituzioni corrono insieme contro il fumo
CittadinoNT NewsPrevenzionePugliaRegionali

No Tobacco Race 2026 a Terlizzi (Bari): prevenzione, ricerca e istituzioni corrono insieme contro il fumo

Condividi
Condividi

La prevenzione esce dagli ospedali e prova a tornare tra le persone. Succederà il prossimo 31 maggio 2026 a Terlizzi (Bari) con la “No Tobacco Race – Liberi di respirare, liberi di vivere”, evento promosso dalla U.O. di Riabilitazione pneumologica del P.O. Terlizzi Asl Bari, che unirà professionisti sanitari, istituzioni, università e cittadini in una giornata dedicata alla salute respiratoria e alla lotta al fumo.

L’iniziativa vedrà tra i responsabili scientifici il dottor Vito Piazzolla, direttore del dipartimento di Riabilitazione dell’Asl Bari, la dottoressa Maria Liaci e il dottor Tommaso De Ruvo, dottorando di ricerca PhD all’Università Tor Vergata di Roma, laureato magistrale in Scienze riabilitative, docente a contratto UNIBA e professionista impegnato nei temi della qualità e sicurezza dei servizi socio-sanitari.

Proprio sul valore culturale della prevenzione si è espresso il dottor Federico Ruta, dirigente delle Professioni sanitarie dell’Asl BAT: “Partecipare significa promuovere salute, prevenzione e responsabilità condivisa: insieme possiamo costruire una cultura libera dal fumo”.

A sottolineare invece il legame tra ricerca, istituzioni e territorio è stata la professoressa Grazia Di Cuonzo, direttrice del DEMDI dell’Università degli Studi di Bari: “Eventi come questo uniscono ricerca, istituzioni e comunità per generare consapevolezza e guidare scelte verso uno stile di vita più sano”.

Anche il dottor Tommaso De Ruvo ha evidenziato il significato strategico dell’evento: “La prevenzione non può restare soltanto nei documenti o nelle campagne occasionali. Deve diventare presenza reale nei territori, relazione con le persone e cultura condivisa. La No Tobacco Race nasce proprio per riportare la salute tra la comunità, prima ancora che dentro gli ospedali”.

A rafforzare ulteriormente il messaggio dell’iniziativa è intervenuta la dottoressa Maria Liaci: “No Tobacco Race racchiude la speranza della prevenzione, la determinazione di smettere di fumare e la libertà di vivere in salute. Perché dalle piccole conquiste, come spegnere una sigaretta, nascono grandi soddisfazioni”.

Fondamentale anche il contributo istituzionale del direttore generale dell’Asl Bari, avvocato Luigi Fruscio, che durante l’intervista rilasciata a margine dell’iniziativa ha affrontato il tema della prevenzione territoriale e del ruolo strategico della sanità pubblica: “La prevenzione rappresenta una delle leve più importanti della sanità pubblica moderna. Per l’Asl Bari significa investire nella salute delle persone prima ancora che nella cura della malattia, promuovendo corretti stili di vita e maggiore consapevolezza, soprattutto tra i giovani, che saranno gli adulti e poi gli anziani di domani”.

E ancora: “Iniziative territoriali come la No Tobacco Race ci permettono di portare letteralmente la sanità fuori dagli ospedali e di essere presenti nei luoghi della vita quotidiana, costruendo una relazione forte e diretta con la comunità. Puntare sulla prevenzione primaria, di fatto anticipando il bisogno di salute, significa ridurre i fattori di rischio, migliorare la qualità della vita e rendere più sostenibile il sistema sanitario nel lungo periodo”.

Eventi come questo mettono insieme istituzioni, professionisti sanitari e cittadini: quanto è difficile, nella pratica, costruire questa integrazione tra governance sanitaria e territorio, e quali sono le principali criticità che incontrate? il direttore generale dell’Asl Bari ha risposto così: “L’integrazione tra istituzioni, operatori sanitari e territorio è una delle sfide più importanti ma anche più complesse della sanità contemporanea. Significa mettere in rete competenze, linguaggi e obiettivi differenti, costruendo una collaborazione stabile e non episodica”.

E ha aggiunto: “Le difficoltà riguardano spesso il coordinamento operativo, la necessità di risorse dedicate, la continuità organizzativa e la capacità di raggiungere in modo efficace tutte le fasce della popolazione. Tuttavia, quando si crea una vera alleanza tra enti locali, scuola, associazioni, professionisti sanitari e cittadini, i risultati sono concreti e misurabili. La partecipazione attiva della comunità è fondamentale perché la prevenzione funziona davvero solo se diventa un patrimonio condiviso, entra cioè a far parte del vissuto delle persone”.

Si parla spesso di prevenzione come priorità, ma il sistema sanitario continua a essere percepito come reattivo più che proattivo: secondo lei, cosa manca oggi per trasformare davvero la prevenzione in una leva strutturale e non solo in iniziative isolate? Fruscio ha dichiarato: “Serve innanzitutto una svolta culturale che metta la prevenzione al centro delle politiche sanitarie e sociali in modo stabile. È necessario investire con continuità in educazione e promozione della salute, screening, comunicazione e presenza capillare sul territorio, rafforzando il legame tra sanità, scuola e comunità”.

E ha concluso: “La prevenzione deve essere percepita non come un costo, piuttosto come un investimento strategico capace di migliorare la salute pubblica e ridurre nel tempo l’incidenza delle malattie croniche. Per questo è fondamentale costruire programmi strutturati, continuativi e accessibili a tutti”.

La No Tobacco Race 2026 si conferma così non soltanto un evento sportivo o simbolico, ma un modello concreto di sanità territoriale, dove prevenzione, ricerca e partecipazione collettiva provano finalmente a camminare nella stessa direzione.

Gabriele Guido Antonio

Articoli correlati

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *