Di seguito la lettera aperta firmata da Lello Pavone e Salvatore Altieri, rispettivamente segretari provinciale e regionale del sindacato Nursing Up, e indirizzata al presidente della Regione Campania, al sindaco di Napoli, al direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, ai lavoratori e ai cittadini.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno interessato l’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli ci portano a ritenere che sia necessaria un’attenta riflessione su quanto viene rappresentato, che deve andare ben oltre il commento della cronaca, toccando l’essenza stessa della nostra missione assistenziale.
In un momento così delicato sentiamo il dovere morale e istituzionale di rivolgerci con fermezza alla Presidenza della Regione Campania, al sindaco di Napoli, alla direzione generale dell’Asl Napoli 1 Centro, ai lavoratori e, soprattutto, a tutti i cittadini di Napoli e non solo, per riaffermare una verità che rischia di essere colpevolmente dimenticata.
Sebbene sia ritenuto da noi scontato che la magistratura debba fare il suo corso con estremo rigore per estirpare ogni forma di illegalità o di infiltrazione criminale, anche per il fatto che chi inquina le corsie tradisce il Codice deontologico e la fiducia stessa della comunità, rifiutiamo categoricamente che l’ombra di pochi possa oscurare il valore e l’integrità dei molti.
La camorra non ha mai indossato il camice dei nostri professionisti sanitari. Al contrario, il San Giovanni Bosco ha rappresentato per decenni un baluardo di eccellenza e un porto sicuro nell’ambito dell’emergenza-urgenza, garantendo risposte tempestive e di altissimo profilo clinico a un bacino d’utenza vasto e complesso.
Non possiamo e non dobbiamo permettere che si cancelli il ricordo dell’impegno eroico profuso da infermieri, medici e operatori sanitari durante la drammatica emergenza pandemica da Covid-19. In quel periodo oscuro l’ospedale San Giovanni Bosco è stato il cuore pulsante della resistenza sanitaria campana, riconvertendosi con estrema rapidità per accogliere e curare centinaia di cittadini contagiati.
I nostri professionisti hanno operato in prima linea, affrontando turni massacranti e rischiando la propria incolumità pur di non arretrare di un passo. Quel sacrificio, fatto di abnegazione e umanità, resta la prova tangibile della reale identità di questa struttura e dei professionisti che la animano ogni giorno con etica e spirito di servizio.
Oggi queste indagini non devono assolutamente rappresentare per nessuno un pretesto per il mancato rilancio dei servizi e della piena funzionalità delle attività del San Giovanni Bosco, ma devono trasformarsi, a nostro avviso, nel migliore volano per una rinascita immediata.
L’Area Nord di Napoli, in particolare, non può essere privata di un presidio sanitario così vitale. Negare il pieno funzionamento del San Giovanni Bosco significherebbe infliggere una ferita insanabile al diritto costituzionale alla salute in un territorio già profondamente fragile.
Per queste ragioni chiediamo che la legalità venga ripristinata attraverso la presenza tangibile dello Stato, garantendo la riapertura totale e il potenziamento di tutti i reparti, in particolare del Pronto soccorso, insieme a misure di sicurezza e trasparenza che permettano al personale onesto di lavorare con la serenità che merita.
Rivolgiamo un appello accorato alla cittadinanza affinché difenda l’ospedale San Giovanni Bosco come un bene proprio. E invitiamo le istituzioni, in particolare la nuova direzione strategica, che ci è parsa sempre attenta su questi temi, a investire coraggiosamente sulla sua piena operatività.
Come segreterie del sindacato Nursing Up e del CSA – Dipartimento Sanità, continueremo a vigilare affinché la dignità dei lavoratori del San Giovanni Bosco venga tutelata. E affinché la struttura torni a risplendere esclusivamente per la sua missione originaria: la cura e l’assistenza dei cittadini. Su questo speriamo veramente che ci arrivino presto segnali concreti e costruttivi.
Redazione Nurse Times
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