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Carenza di infermieri, anche il Piemonte pensa al reclutamento in Uzbekistan

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La carenza di infermieri rappresenta un’emergenza internazionale, come testimonia l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), secondo la quale, entro il 2030, mancheranno un milione in Europa.

In Italia, per far fronte a questa emergenza, alcune Regioni, come Lombardia e Calabria, stanno già reclutando infermieri all’estero, anche in Paesi extraeuropei. E pure il Piemonte, dove si stima ne manchino 6-7mila, si è allinato. In questo caso si guarda soprattutto all’Albania. Tra marzo e aprile, dopo la delibera regionale che dispone una deroga per gli stranieri, dovrebbe arrivare il primo bando per assunzioni a tempo determinato, indetto da Azienda Sanitaria Zero. La durata dovrebbe essere triennale. Nel frattempo, con il concorso degli atenei, si lavora a partnership che portino alle doppie lauree.

Ma oltre all’Albania, la Regione Piemonte non esclude altre potenziali opzioni, a cominciare dall’Uzbekistan, Pese al quale si è rivolta anche la Lombardia. Se ne è parlato al Forum dell’Istruzione superiore italo-uzbeko svoltosi a Roma, che ha visto la partecipazione del ministro dell’Università, Anna Maria Bernini. Un appuntamentoo organizzato per rafforzare la cooperazione accademica e scientifica con dieci nuovi progetti di ricerca congiunti.

Anche l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Federico Riboldi, ha preso parte al Forum, dove incontrando il viceministro della Pubblica istruzione e il ministro della Sanità uzbeki per avviare i primi contatti finalizzati all’arruolamento di infermieri dal Paese asiatico. “Non intendiamo certo predare altri Paesi, bensì creare partnership che portino alle doppie lauree, come è stato fatto dopo la missione in Albania tra l’Università del Piemonte Orientale e l’Università pubblica di Argirocastro. Perchè anche l’Uzbekistan? Perchè ha una popolazione molto giovane – circa 40 milioni – e perché, grazie al Politecnico di Torino, abbiamo già una base operativa di scambio universitario”.

Redazione Nurse Times

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