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Uil Fpl Lario e Brianza: “La fuga degli infermieri verso Sud manda in affanno la sanità lombarda”

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“La Regione Calabria assume 349 infermieri. Seguirà una graduatoria lunghissima, valida per i prossimi tre anni. Nei nostri territori, piaccia o no, assisteremo all’ennesima emorragia di professionisti: tanti infermieri del Sud, oggi impiegati al Nord, coglieranno l’occasione per tornare giustamente a casa, vicino alle loro famiglie”. Così Massimo Coppia, segretario generale di Uil Fpl Lario e Brianza, il quale sottolinea l’inversione di tendenza che vede molti infermieri del territorio non solo in fuga verso la vicina Svizzera, ma anche verso il Sud Italia.

Le ragioni di questo controesodo, spiegano dal sindacato, vanno ricercate nelle criticità a cui devono far fronte i professionisti del settore che lavorano nel Comasco, come nel resto della Lombardia. A cominciare dal caro vita e dagli affitti molto elevati. Di qui la scelta di tornare al Sud, dove il costo della vita è generalmente più basso e, a parità di stipendio, si mettono da parte più soldi.

“Nel frattempo – aggiunge Coppia – si continuerà a ripetere che non si trova personale, senza affrontare le vere cause, ovvero costo della vita insostenibile, affitti altissimi, nessuna politica abitativa, nessuna tutela per le famiglie“.

Per il segretario di Uil Fpl Lario e Brianza, “vivere e lavorare in Lombardia è diventato un lusso”. Quindi, “chi può, se ne va”. La sanità lombarda, commenta ancora, rischia di trovarsi “sempre più in affanno” e i cittadini “sempre più soli”. L’appello è chiaro: “Serve un vero modello di welfare, subito”.

Redazione Nurse Times

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