Una vasta comunità di specialisti torna dopo dieci anni a Bergamo per aggiornare le linee guida sulle infezioni che colpiscono il fegato. Le infezioni rappresentano oggi una delle principali cause di complicanze gravi e di mortalità nei pazienti con malattia epatica avanzata e nei soggetti sottoposti a trapianto di fegato. Un problema spesso silenzioso, ma decisivo per la prognosi, che richiede competenze integrate e decisioni rapide nella pratica clinica.
Per definire un’azione concertata e fornire indicazioni condivise agli operatori sanitari, gli epatologi dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) in collaborazione la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) e la Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO) promuovono la Consensus Conference intitolata “Infections in Advanced Liver Disease and Liver Transplantation”, che si tiene a Bergamo, presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, Auditorium HPG23, il 16-17 gennaio.
LE INFEZIONI: UNA GRAVE MINACCIA PER I PAZIENTI PIÙ FRAGILI
Nei pazienti con cirrosi e nel post-trapianto di fegato le infezioni hanno assunto un ruolo centrale nella progressione della malattia, configurandosi come una complicanzapiuttosto che come un evento intercorrente, con un’evoluzione spesso rapida verso la disfunzione multiorgano.

“Le infezioni non sono un evento accessorio nella storia della malattia epatica avanzata, ma spesso ne determinano l’evoluzione – spiega Vincenza Calvaruso, professore associato di Gastroenterologia dell’Università di Palermo –. Una gestione strutturata e condivisa può incidere in modo significativo sulla sopravvivenza e sulla qualità di vita dei pazienti. La prevenzione, la diagnosi precoce e la scelta tempestiva della terapia rappresentano quindi elementi cruciali del percorso di cura. Le raccomandazioni di società scientifiche accreditate permettono di avere un punto di riferimento chiaro sulle scelte diagnostiche e terapeutiche che ogni clinico si trova ogni giorno a dover gestire”.
APPROPRIATEZZA TERAPEUTICA E SALUTE PUBBLICA
Un’attenzione particolare riguarda l’appropriatezza terapeutica, che può incidere sulle complicanze, sui ricoveri prolungati e sui fenomeni di antibiotico-resistenza. Le ricadute delle strategie adottate hanno un impatto diretto sui cittadini: approcci più mirati significano maggiore sicurezza per i pazienti fragili, minore pressione sulle strutture ospedaliere e un utilizzo più sostenibile delle risorse del Servizio sanitario nazionale.

“Nei pazienti con malattia cirrotica avanzata la prevalenza di infezioni è significativamente aumentata a causa di difese immunitarie compromesse, con infezioni batteriche (polmonari, urinarie, batteriemie) e fungine molto più frequenti, spesso causate da patogeni resistenti agli antibiotici. Allo stesso modo, nei riceventi di trapianto di fegato, a causa dell’immunosoppressione ricevuta per proteggere il nuovo fegato, il rischio infettivologico è grandemente aumentato”. Così Stefano Fagiuoli, professore ordinario di Gastroenterologia all’Università Statale di Milano e direttore del Dipartimento Area Medica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo”.
E ancora: “Serve, dunque, porre una grande attenzione dal punto di vista della sorveglianza e della diagnosi precoce in tali ambiti. Considerando la crescente emergenza di antibiotico resistenza, è fondamentale l’appropriatezza nella scelta della terapia antibiotica: non solo in caso di trattamenti empirici, ma in particolare nella gestione dei dosaggi e delle durate delle terapie, adottando quella che viene definita ‘stewardship antibiotica’, che consiste nello stretto monitoraggio delle terapie antibiotiche somministrate durante l’evento infettivo, con modifiche mirate e specifiche, volte a ridurre il problema della resistenza dei germi agli antibiotici”.
BERGAMO CENTRO DI RIFERIMENTO. DALLA CONSENSUS CONFERENCE ALLE NUOVE LINEE GUIDA
Uno degli elementi qualificanti della Consensus Conference sarà il coinvolgimento di specialisti afferenti a diverse discipline: epatologia, infettivologia, chirurgia dei trapianti, rianimazione, microbiologia, epidemiologia e metodologia clinica. Un confronto che riflette la complessità reale dei pazienti e supera una visione frammentata della presa in carico del paziente con malattia epatica avanzata.

“Con questa Consensus Conference la nostra società scientifica ribadisce il proprio impegno nel promuovere percorsi di cura basati sulle migliori evidenze disponibili e su un confronto reale tra discipline – afferma il professor Giacomo Germani, segretario AISF –. Il lavoro svolto a Bergamo rappresenta un passaggio fondamentale verso la definizione di un documento di consenso che offrirà indicazioni condivise agli operatori sanitari, base per delle linee guida ufficiali volte a rendere più omogenea ed efficace la gestione delle infezioni nei pazienti con malattie epatiche avanzate e nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato”.
Sempre Germani: “Con questo sforzo possiamo garantire una uniformità di criteri di sorveglianza, diagnostici e di modulazione della terapia. Gli obiettivi che potremo conseguire sono una riduzione dei rischi di resistenze, l’ottimizzazione della gestione del paziente, una riduzione delle ospedalizzazioni e della morbilità con conseguente contenimento dei costi. Un passo avanti che guarda al futuro della medicina, nell’interesse dei pazienti e della collettività”.
Redazione Nurse Times
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