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Eutanasia, iniziato l’esame della proposta di legge alla Camera

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Eutanasia, iniziato l’esame della proposta di legge alla Camera
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L’iter per la legalizzazione ha preso il via alle Commissioni Giustizia e Affari sociali.

Le Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera hanno iniziato ieri, in seduta congiunta, l’esame della proposta di legge per introdurre l’eutanasia nel nostro Paese. Il testo, presentato nella scorsa legislatura dopo una raccolta di firme dell’associazione “Luca Coscioni” e dei Radicali, è composto di quattro articoli e prevede che ogni cittadino maggiorenne possa chiedere di porre termine alla propria vita se affetto “da una malattia produttiva di gravi sofferenze, inguaribile o con prognosi infausta inferiore a 18 mesi” (art. 3).

In un comunicato congiunto, le presidenti Giulia Sarti (Giustizia) e Marialucia Lorefice (Affari sociali), entrambe del Movimento 5 Stelle, dichiarano: “Con le relazioni illustrative dei deputati Trizzino e Turri è stato avviato l’iter della proposta di legge d’iniziativa popolare che disciplina il rifiuto dei trattamenti sanitari e la liceità dell’eutanasia. In un prossimo ufficio di presidenza programmeremo il ciclo delle audizioni, che verranno richieste entro 1’8 febbraio. È un tema sensibile sul quale da anni si tenta di trovare una sintesi tra diverse e opposte visioni della società. Questa proposta di legge, infatti, è di iniziativa popolare, e noi del Movimento 5 Stelle dobbiamo rispondere in primis ai cittadini, ascoltare i loro bisogni e portare in Parlamento i temi che più li coinvolgono e influiscono direttamente sulla loro vita quotidiana. Siamo certe di poter lavorare nel pieno spirito di collaborazione fra tutte le forze politiche”.

L’articolo 1 stabilisce che ogni cittadino possa rifiutare “l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari», compreso ogni tipo di supporto vitale, e che “il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente”. Anzi, se non adempie le volontà espresse, oltre a conseguenze penali o civili, è tenuto “al risarcimento del danno, morale e materiale, provocato dal suo comportamento” (art.2).

Infine, a chi abbia attuato “tecniche di eutanasia” secondo la legge non si applicano le disposizioni del Codice penale che puniscono aiuto al suicidio e omicidio del consenziente (art. 4, comma 4). La richiesta deve essere “attuale” e “inequivocabilmente accertata”, ma deve essere prevista in anticipo, in “un atto scritto” che può comprendere la nomina di un fiduciario che confermi la volontà del soggetto, se questo non fosse in grado di manifestarla.

Redazione Nurse Times

Fonte: Avvenire

 

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