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Scompenso cardiaco: dapagliflozin

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Scompenso cardiaco: dapagliflozin
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Dapagliflozin è approvato in UE per il trattamento dello scompenso cardiaco sintomatico, con ridotta frazione di eiezione negli adulti con e senza diabete di tipo 2.

Si tratta di “una svolta epocale”. A dirlo è Marco Metra, docente di cardiologia all’Università di Brescia e direttore dell’Unità di Cardiologia degli Spedali Civili di Brescia e della Scuola di Specializzazione in Cardiologia.

“Dapagliflozin – spiega Metra – è il primo di una nuova classe di farmaci per il trattamento dello scompenso cardiaco dimostratosi in grado di migliorare i sintomi, ridurre i ricoveri ospedalieri e la mortalità, sia cardiovascolare che totale in un ampio trial coinvolgente 4744 pazienti“.

Lo scompenso cardiaco è causato dall’incapacità del cuore di assolvere alla normale funzione contrattile di pompa e di soddisfare il corretto apporto di sangue a tutti gli organi. Non è sempre facilmente evidente, nello stadio precoce, infatti, la malattia può essere asintomatica.  Lo scompenso cardiaco può verificarsi a qualsiasi età e può avere diverse cause.

Il grado di scompenso cardiaco viene classificato in base al livello di limitazione dell’attività fisica: la New York Heart Association distingue lo scompenso cardiaco in quattro classi (Classe I, II, III o IV). I medici e le pubblicazioni mediche in genere utilizzano questa classificazione per descrivere la gravità dello scompenso cardiaco e l’effetto del trattamento. La definizione delle classi è basata sui sintomi che si manifestano durante l’esercizio dell’attività:

Fonti: AZ Salute; humanitas.it

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