Alcuni giorni fa l’équipe cardiochirurgica dell’Aoui di Verona, guidata dal professor Giovanni Battista Luciani, ha trapiantato il cuore a una lattante di 11 mesi e di 8 chili di peso. Ricoverata all’ospedale di Borgo Trento da quando è nata, la piccolissima paziente era affetta da una cardiomiopatia dovuta alla mutazione genetica di una proteina cardiaca. L’eccezionalità del trapianto di cuore sta nell’età (sotto i 12 mesi) e nel peso (sotto i 10 chili) del ricevente- E’ il primo intervento di questo genere eseguito a Verona, e tra i pochi in Italia.
La bimba è stata venerdì mattina e riceve un’assistenza meno invasiva nel reparto di Terapia intensiva cardio-toraco-vascolare, diretta dal professor Leonardo Gottin, dove rimarrà ancora qualche settimana, prima di essere trasferita alle degenze pediatriche per la stabilizzazione della terapia farmacologica.
Il percorso clinico in Aoui
La piccolissima paziente è nata con una forte aritmia incompatibile con la vita, per questo motivo è stata subito portata all’ospedale Borgo Trento di Verona, prima in osservazione e poi per un’assistenza temporanea nella speranza che la frequenza cardiaca si assestasse, come spesso accade nei neonati. Invece, il decorso clinico è rimasto sempre ai limiti della criticità, fino alla diagnosi genetica che ha tolto la possibilità di guarigione spontanea.
La terapia medica intrapresa ha avuto necessità di un ulteriore aiuto con l’impianto di un dispositivo che supportasse la parte sinistra del cuore. Da settembre la bimba è stata in Terapia intensiva cardio-aiutata dal Berlin Heart, il dispositivo di assistenza ventricolare VAD che è un’apparecchiatura con un costo di gestione giornaliero di circa 300 euro. In questi mesi è cresciuta di peso in attesa del trapianto.
In tutto questo lungo periodo, oltre alle due Unità operative direttamente coinvolte, sono stati molti gli specialisti dell’Aoui di Verona che si sono occupati della lattante. Un gruppo multidisciplinare composto da pediatri, cardiologi pediatri, Terapia intensiva neonatale, rianimatori, psicologi clinici, neurologi.
Il trapianto
Il programma del trapianto è stato dunque deciso come intervento salvavita. Così, quando nella notte fra il 23 e il 24 è arrivata la notizia del donatore compatibile con età e peso del ricevente, l’équipe del professor Luciani è partita per effettuare il prelievo dell’organo. Tornata nelle sale operatorie di Borgo Trento, ha effettuato l’intervento chirurgico togliendo il Berlin Heart e impiantando il cuore nuovo alla bimba.
L’atto chirurgico è durato quattro ore. Al buon esito dell’intervento hanno contribuito in molti oltre ai chirurghi, i tecnici perfuzionisti, gli infermieri specializzati, gli anestesisti rianimatori. L’Uoc Cardiochirurgia di Verona è dal 1994 attiva nei trapianti di cuore e con 35 interventi nel 2025 è stato il più alto numero nel nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata quattro anni fa. Finora sono otto i piccoli pazienti trapiantati e quattro in attesa dell’organo.
I complimenti del governatore veneto Stefani
“E’ come se questa bimba di neanche un anno fosse nata un’altra volta. Ciò grazie alle capacità cliniche, tecnologiche e organizzative dell’equipe dell’Aoui di Verona che le ha trapiantato il cuore a soli 11 mesi di vita. Mi complimento con tutti i sanitari che hanno contribuito a raggiungere un risultato straordinario, per le difficoltà tecniche dell’intervento e per la giovanissima età della bimba trapiantata”. Così Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, commenta la notizia dello straordinario trapianto di cuore eseguito a Verona.
“Da Verona – aggiunge Stefani – arriva una ulteriore conferma del livello di eccellenza raggiunto dall’intero sistema trapiantistico veneto. Auguro alla bimba un futuro di salute e serenità ,ed esprimo a tutti i sanitari impegnati in questo eccezionale trapianto tutta la gratitudine che meritano”.
Redazione Nurse Times
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