Le precisazioni in tema di secondo booster da parte di Andrea Ammon, direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.
“Attualmente stiamo assistendo a un aumento dei tassi di notifica dei casi di Covid-19, con una tendenza all’aumento dei ricoveri e dell’occupazione in ospedale e in terapia intensiva in diversi Paesi, principalmente a causa della sottovariante BA5 di Omicron”. Così Andrea Ammon (foto), direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).
“Questo segnala l’inizio di una nuova ondata diffusa di Covid-19 in tutta l’Unione europea – ha aggiunto -. Ci sono ancora troppe persone a rischio di grave infezione da Covid-19 che dobbiamo proteggere il prima possibile. Dobbiamo ricordare alle persone l’importanza della vaccinazione dal primo ‘colpo’ al secondo richiamo. E dobbiamo iniziare subito. Al momento non ci sono prove chiare a sostegno della somministrazione di una seconda dose di richiamo a persone di età inferiore ai 60 anni che non sono a rischio maggiore di malattie gravi. Né ci sono prove chiare a sostegno della concessione di un secondo richiamo precoce agli operatori sanitari o a coloro che lavorano nelle case di cura a lungo termine, a meno che non siano ad alto rischio”.
Redazione Nurse Times
- BPCO, studio italiano scopre arma contro stanchezza cronica: mix di vitamina C e arginina la riduce del 27%
- Parkinson avanzato, studio Pini-Mondino: terapia personalizzata per evitare effetti neuropsichiatrici
- Asst Pavia: selezione pubblica per 5 posti da infermiere
- Lauree magistrali specialistiche in Infermieristica: boom di iscrizioni in 13 atenei
- NURSE-LABS: nuovo progetto europeo per rafforzare le competenze degli infermieri nella cura delle patologie oculari croniche e nell’aderenza terapeutica
Lascia un commento