“Ed oggi pomeriggio è stato il mio ultimo turno del 2020. Un anno indefinibile, che sembra passato in un attimo, ma che è durato un’eternità. Stravolto e (s)travolgente.
Ci siamo trovati tutti faccia a faccia con l’invisibile e, seppur inizialmente inermi, abbiamo fatto la cosa più bella e più naturale che potessimo: abbiamo aiutato ad affrontare il dolore e la solitudine di chi abbiamo incontrato nella nostra strada. Ci siamo serviti dei nostri occhi, delle nostre mani pluri-guantate, ma soprattutto del nostro cuore.
Amavo la mia professione, la amerò per sempre. Ma questo 2020 mi ha reso ancor più consapevole di quanto io non possa fare a meno di questa divisa per sentirmi l’Andrea in cui ho sempre voluto riconoscermi.
Ora arrivano i vaccini: la nostra cavalleria. Seppur con tutte le incognite ad essi legate, voglio terminare questo anno, che definire anomalo è un eufemismo, con un grido di speranza ed iniziarne uno nuovo con la consapevolezza che davvero CE LA FAREMO.
Arrivederci al prossimo anno, cara divisa blu. È giunto il momento che per qualche giorno, possa riposare anche tu!
Andrea, Pronto Soccorso in un Ospedale in provincia di Monza e Brianza.
Ultimi articoli pubblicati
- “Bambini farfalla”, Aifa approva il rimborso della prima terapia genica topica
- Canada, una revisione degli organici rinuncia ai rapporti fissi. A Terranova e Labrador si conta il carico, prima degli infermieri
- Sotto l’albero, le corsie: la sanità diventa racconto di Natale al cinema
- Liste d’attesa in sanità, l’Associazione Luca Coscioni chiede commissari per le agende bloccate
- Turnisti del San Giovanni Addolorata di Roma, riconosciuto il diritto al pagamento delle festività infrasettimanali
Lascia un commento