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Trump rilancia il legame tra vaccini e autismo: cosa dice la scienza

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Donald Trump al Rose Garden durante le dichiarazioni su vaccini e autismo, con richiamo alle evidenze scientifiche dell’OMS
Donald Trump durante l’evento del 24 agosto 2026 alla Casa Bianca: le sue dichiarazioni sui vaccini e l’autismo non sono supportate dalle evidenze scientifiche disponibili.
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Il presidente Usa propone dosi separate per i bambini, ma OMS e studi su milioni di minori escludono un nesso causale con l’autismo

Donald Trump torna a collegare vaccini e autismo, rilanciando una tesi che le principali evidenze scientifiche disponibili non supportano. Durante un evento alla Casa Bianca del 24 agosto 2026, nel Rose Garden, il presidente degli Stati Uniti ha invitato i genitori a preferire più somministrazioni separate rispetto a quella che ha descritto come un’unica dose “massiccia”, sostenendo che questa scelta potrebbe determinare una differenza nel tasso di autismo.

Il video integrale dell’evento è stato pubblicato dalla Casa Bianca. La notizia è stata rilanciata in Italia il 25 agosto da Repubblica su fonte Ansa. Trump ha affermato di ritenere che, con somministrazioni più piccole e separate, si possa osservare «una differenza molto significativa nel tasso di autismo». (The White House)

La dichiarazione, però, non trova conferma nelle attuali conoscenze scientifiche. L’Organizzazione mondiale della sanità, dopo una nuova e ampia revisione della letteratura pubblicata nel dicembre 2025, ha ribadito che non esistono evidenze di una relazione causale tra vaccinazioni e disturbi dello spettro autistico.

Vaccini e autismo: la nuova revisione dell’OMS esclude un nesso causale

Il dato più aggiornato arriva dal Global Advisory Committee on Vaccine Safety (GACVS) dell’OMS. Il comitato ha riesaminato nel novembre 2025 le evidenze disponibili sul possibile rapporto tra vaccini, tiomersale, adiuvanti contenenti alluminio e disturbi dello spettro autistico.

La revisione commissionata dall’OMS ha analizzato la letteratura scientifica pubblicata tra gennaio 2010 e agosto 2025, includendo 31 studi primari e cinque meta-analisi. Venti dei 31 studi primari con maggiore solidità metodologica e tutte le meta-analisi non hanno evidenziato un’associazione tra vaccinazioni e autismo. Gli studi che suggerivano un possibile collegamento presentavano, secondo il GACVS, importanti problemi metodologici, rischio elevato di bias e un livello di evidenza molto basso.

La conclusione dell’OMS è quindi netta: le evidenze scientifiche di migliore qualità disponibili indicano che i vaccini, compresi quelli contenenti tiomersale o adiuvanti a base di alluminio, non causano l’autismo.

Si tratta inoltre della conferma di valutazioni già effettuate dal comitato internazionale nel 2002, 2004 e 2012.

Gli studi su milioni di bambini

Le conclusioni dell’OMS sono coerenti con numerosi grandi studi epidemiologici.

Uno dei più importanti è lo studio di coorte danese pubblicato nel 2019 sugli Annals of Internal Medicine. Sono stati analizzati 657.461 bambini nati in Danimarca tra il 1999 e il 2010. Il rischio di autismo nei vaccinati con MPR non è risultato superiore rispetto ai non vaccinati: l’hazard ratio aggiustato era 0,93, con intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,85 e 1,02. I ricercatori non hanno inoltre individuato un aumento del rischio nei bambini considerati maggiormente suscettibili. (PubMed)

Ancora più ampia la meta-analisi pubblicata nel 2014 sulla rivista Vaccine: cinque studi di coorte comprendevano complessivamente 1.256.407 bambini, ai quali si aggiungevano 9.920 soggetti provenienti da studi caso-controllo. Anche in questo caso non è emersa alcuna associazione tra vaccinazioni, vaccino MPR, tiomersale e autismo.

Nel 2025, inoltre, un nuovo studio nazionale danese condotto su 1.224.176 bambini non ha rilevato un aumento dei disturbi del neurosviluppo, compreso l’autismo, associato all’esposizione agli adiuvanti contenenti alluminio presenti in alcuni vaccini.

Perché Trump parla di dosi separate

Le parole pronunciate il 24 agosto non arrivano isolate. Il 10 agosto 2026 Trump ha firmato l’Executive Order 14420, denominato Delivering Gold Standard Childhood Vaccine Recommendations for Americans.

Il provvedimento indica una nuova impostazione federale per le vaccinazioni pediatriche e raccomanda, tra le altre cose, che il vaccino combinato contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) venga sostituito, quando i relativi prodotti saranno disponibili negli Stati Uniti, da tre vaccinazioni monovalenti. L’ordine suggerisce inoltre, per quanto possibile, la somministrazione dei vaccini pediatrici in visite separate.

È importante distinguere questo provvedimento dalle dichiarazioni del Rose Garden. L’Executive Order parla di separazione dei vaccini e delle sedute vaccinali, mentre le affermazioni di Trump sulla possibile riduzione dell’autismo rappresentano un’interpretazione del presidente che non è dimostrata dalle evidenze scientifiche disponibili.

Il 21 agosto il Dipartimento della Salute statunitense, HHS, ha inoltre aperto una consultazione pubblica sulle categorie utilizzate nelle raccomandazioni vaccinali federali e sul ruolo della decisione clinica condivisa.

Medici e società scientifiche Usa contestano le modifiche

Le nuove politiche vaccinali dell’amministrazione hanno provocato forti reazioni nel mondo scientifico statunitense.

L’American Medical Association ha sottolineato che le decisioni su modalità e tempistiche delle vaccinazioni dovrebbero essere determinate da prove scientifiche rigorose e ha ricordato che decenni di ricerca non dimostrano alcun collegamento tra vaccini e autismo.

Anche l’Infectious Diseases Society of America ha contestato l’ordine presidenziale, avvertendo che rendere più complessa la vaccinazione potrebbe ridurre le coperture e lasciare un maggior numero di bambini esposti a malattie prevenibili. (IDSA)

Il 17 agosto oltre 210 organizzazioni mediche, sanitarie e di tutela dei pazienti, comprendenti professionisti sanitari, scienziati e associazioni, hanno sottoscritto una dichiarazione contraria alla riduzione e alla maggiore dilazione delle vaccinazioni pediatriche raccomandate. (IDSA)

Autismo negli Usa: cosa significa il dato “1 bambino su 31”

Un altro elemento spesso utilizzato nel dibattito riguarda l’aumento delle diagnosi di autismo negli Stati Uniti.

I dati della rete Autism and Developmental Disabilities Monitoring (ADDM) dei CDC hanno identificato nel 2022 un disturbo dello spettro autistico in circa 1 bambino di 8 anni su 31, pari al 3,2%, nei 16 siti statunitensi monitorati. Il dato non costituisce però una stima uniforme dell’intera popolazione americana e varia fortemente tra le diverse aree considerate. (CDC)

Gli stessi dati CDC mostrano differenze rilevanti nelle modalità di valutazione e identificazione dell’autismo tra le comunità. Un aumento della prevalenza osservata, quindi, non dimostra automaticamente l’esistenza di una specifica causa, tanto meno di una relazione causale con le vaccinazioni.

A livello mondiale l’OMS stima che circa una persona su 127 sia autistica e ricorda che l’autismo comprende un gruppo eterogeneo di condizioni legate allo sviluppo cerebrale, nelle quali possono contribuire molteplici fattori genetici e ambientali.

Le dichiarazioni di Trump e le decisioni dell’amministrazione statunitense non modificano il calendario vaccinale italiano.

Per i bambini di 1-2 anni il Ministero indica la possibilità di utilizzare il vaccino quadrivalente MPRV oppure il vaccino trivalente MPR insieme al monovalente contro la varicella. A 5-6 anni è previsto il richiamo e sono espressamente contemplate anche le co-somministrazioni previste dal calendario nazionale.

Vaccini e autismo: il punto

La nuova dichiarazione di Donald Trump è dunque politicamente rilevante perché si inserisce in una revisione più ampia della politica vaccinale americana, ma sul piano medico-scientifico occorre mantenere distinti i due livelli.

La ricerca più solida disponibile, comprese le revisioni dell’OMS e studi che complessivamente hanno coinvolto milioni di bambini, non dimostra che i vaccini causino l’autismo né che separare i vaccini possa ridurne l’incidenza.

Il confronto scientifico sulla sicurezza dei vaccini deve naturalmente proseguire, come per qualsiasi intervento sanitario. Ma nuove ipotesi richiedono nuove evidenze di qualità: una dichiarazione politica, per quanto proveniente dal presidente degli Stati Uniti, non modifica da sola il peso delle prove scientifiche disponibili.

Redazione NurseTimes

Fonti ufficiali consultate


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