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Tragedia in A1, Coordinamento delle Misericordie Fiorentine: “Sistema tiene perché c’è chi non si tira indietro. Anche quando nessuno guarda”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta a firma di Andrea Ceccherini, presidente del Coordinamento delle Misericordie Fiorentine.

Una tragedia ci ha attraversati, ma non possiamo permettere che il silenzio torni a coprire ciò che ogni giorno viene ignorato. Una settimana fa, sull’autostrada A1, due volontari della Misericordia di Terranuova Bracciolini, insieme a un paziente, hanno perso la vita durante un soccorso. Erano in ambulanza. Erano in servizio. Erano, come sempre, al servizio degli altri. Sabato li abbiamo salutati, nell’abbraccio di una folla immensa e commossa.

Il dolore è profondo, e davanti al dolore spesso ci si ferma. Si esprimono cordogli, si abbassano le bandiere, si osserva un minuto di silenzio. Poi si volta pagina. Ma noi non possiamo permetterci di voltare pagina. Perché questa pagina parla di un sistema che ogni giorno si regge su uomini e donne silenziosi, troppo spesso invisibili, ma determinanti. La verità è che su quell’ambulanza c’eravamo tutti. Tutti noi che ogni giorno mettiamo una divisa per stare accanto a chi soffre.

Giulia Santoni e Gianni Trappolini

Forse Giulia e Gianni stavano rassicurando il paziente, parlando piano per alleggerire il viaggio. Forse si scambiavano un sorriso, un progetto per l’estate. Sicuramente erano presenti, con la mente e con il cuore, come sempre. Ed è questo che fa male: sapere che a farsi carico di certe emergenze sono persone che lo fanno per scelta, non per dovere, che si assumono sulle spalle il peso di un sistema che spesso scarica altrove le sue mancanze.

Perché, diciamolo chiaramente: se la rete sanitaria fosse davvero strutturata, efficiente, vicina ai territori, molti dei trasporti che oggi gravano sul volontariato non sarebbero necessari. Ma quando tutto il resto manca, ci siamo noi. Non per obbligo, ma per senso di responsabilità. Non perché sostituiamo chi dovrebbe decidere, ma perché non possiamo accettare che qualcuno resti solo.

Il volontariato non è un’alternativa al sistema: è ciò che lo tiene in piedi quando tutto il resto crolla. E allora, oggi più che mai, dobbiamo dirlo ad alta voce: Giulia e Gianni sono morti perché hanno scelto di esserci. Per questo non basta ricordarli. Dobbiamo cambiare sguardo: riconoscere davvero il valore di chi serve in silenzio, fare il possibile per proteggere chi ogni giorno tiene accesa la luce in un Paese che troppo spesso dà tutto per scontato.

Redazione Nurse Times

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