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Toscana, riforma 118 “Stop alle esternalizzazioni, il servizio di emergenza resti pubblico”

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Perché siamo in pochi e non tutti capaci di salvare una vita?
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Giannoni (Nursind), “Gravi problemi sotto il profilo della responsabilità e della formazione. Sono in corso le convocazioni in Regione Toscana: subito un incontro con l’assessore”

Firenze, 1° aprile 2019 – “Stop alle esternalizzazioni nel servizio sanitario: l’apertura ai privati nella riforma del 118 porta con sé gravi problematiche dal punto di vista della responsabilità e della formazione: sono in corso le convocazioni delle parti in causa in Regione Toscana, chiediamo quanto prima un incontro con l’assessore alla Salute”. E’ quanto afferma Giampaolo Giannoni, segretario regionale per la Toscana del Nursind, sindacato autonomo degli infermieri.

“Si susseguono in questi giorni prese di posizione da parte del mondo del volontariato e incontri in Regione sul tema della riforma del servizio di emergenza che in Toscana, pur in un sistema difforme, ha alti livelli qualitativi – afferma Giannoni – grazie a tutti i professionisti che vi operano. Nessuno mette in dubbio l’importanza del terzo settore – prosegue – ma quando si tratta di affrontare gli standard degli organici sul servizio pubblico apicale del sistema (vedi la dotazione di automedica) non possiamo prescindere dal ribadire la necessità del servizio pubblico”.

“Vogliamo evitare il rischio escalation – prosegue il responsabile Nursind Toscana – per cui oggi si apre all’autista soccorritore di matrice privata e domani arriveremo al personale sanitario. Già l’introduzione di una gestione mista nelle centrali operative 118, a seguito di una legge regionale che ha permesso l’accesso ai privati, ha evidenziato notevoli problemi sotto l’aspetto disciplinare: come abbiamo visto in prima persona, quasi sempre è l’infermiere a pagare le conseguenze di questa gestione, dal punto di vista dei profili di responsabilità”.

“Auspichiamo a breve un incontro con l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi – conclude Giannoniper affrontare il problema nel merito e ribadire la nostra posizione a tutela di un servizio pubblico di emergenza”.

 

Redazione NurseTimes

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