Minacce, insulti, percosse e chi più ne ha più ne metta. Accadeva nella casa di riposo Villa Fidia, dove talvolta gli anziani ospiti erano anche costretti a bere poco (“Così fanno meno pipì”).
“Domani ti faccio le punture che fanno male: muori come Gesù Cristo e ti faccio una croce”. E’ una delle atrocità pronunciate nei confronti di sei anziani, tra i quali malati di Alzheimer e persone non autosufficienti, ospiti della Rsa Villa Fidia di Casal Palocco (Roma). Un autentico “lager”, dove i malcapitati residenti erano insultati, percossi, legati ai letti e, talvolta, costretti a bere poca acqua, come si evince dalle carte d’indagine: “Dategli poca acqua: fanno meno pipì“. Per non parlare delle minacce, tipo: “Ti faccio fare una brutta fine e non lo saprà nessuno”.
A pagare sarà Antonella B., responsabile e coordinatrice del personale, condannata a due anni e sei mesi di reclusione per l’accusa di maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione medica. Assoluzione piena, invece, per altri cinque addetti a giudizio. La Procura aveva chiesto la condanna a quattro anni e mezzo per la coordinatrice della casa di riposo, e a tre anni per la responsabile del personale, per una operatrice socio-sanitaria e per un’inserviente. Solo per un chirurgo e un neurologo consulenti della struttura, accusati di falsità ideologica e materiale commessa dal pubblico ufficiale, il pm aveva già chiesto l’assoluzione.
Gli accertamenti condotti dai finanzieri del Comando di Ostia e le indagini preliminari coordinate dal sostituto procuratore Francesca Passaniti erano iniziate nel 2017, dopo la denuncia sporta da un famigliare. Le vittime sarebbero state costrette a subire ogni sorta di umiliazione, tra cui strattonamenti e tirate di capelli. Ma anche sottoposti, a loro insaputa, a terapie con psicofarmaci per calmarne reazioni e lamentele.
Redazione Nurse Times
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