Accusa di concussione a carico del 52enne Paolo Leombruni, sorpreso in flagranza di reato dai carabinieri del Nas di Pescara.
Paolo Leombruni, 52 anni, medico chirurgo in servizio negli ospedali di Sulmona e Castel di Sangro, è stato arrestato in flagranza di reato dai Nas di Pescara per aver chiesto ingenti somme di denaro in cambio della somministrazione di farmaci a domicilio a una paziente con fragilità. L’accusa a suo carico è quella di concussione.
La vittima aveva manifestato le proprie perplessità, chiedendo lumi a fronte dell’isolita richiesta. A quel punto i militari, appostati nel luogo concordato per l’incontro col medico, hanno assistito alla consegna di 230 euro e sono intervenuti prima che questi somministrasse alla vittima, per via endovenosa, il medicinale che aveva portato con sé. L’inoculazione, peraltro, sarebbe stata effettuata, senza alcun piano terapeutico, a una paziente che sta affrontando cure salvavita, utilizzando addirittura un dispositivo medico risultato scaduto.
Al termine delle perquisizioni è stato sottoposto a sequestro il materiale ritenuto utile alle indagini e il medico è stato condotto alla casa circondariale di Pescara, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Tra i farmaci nella sua disponibilità vi erano flaconi riportanti l’indicazione “per uso riservato agli ospedali”, dei quali si sta accertando la reale provenienza, oltre a preparazioni già pronte da somministrare ad altri potenziali pazienti.
Leombruni sarà inoltre sospeso dalla Asl1. “Se le accuse saranno confermate, ci troviamo di fronte a fatti gravissimi. Sfruttare la sofferenza delle persone malate, carpendone la fiducia per guadagnarci sopra, è un reato odiosissimo da parte di un medico” ha detto al quotidiano Il Centro il responsabile del 118 della provincia dell’Aquila, Gino Bianchi, precisando che “il medico non ha nulla a che fare con il servizio del 118 gestito da lui”, pur se ne ha fatto parte nel passato.
Redazione Nurse Times
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