È già in vigore la nuova legge sull’eutanasia in Spagna. Il Paese è il settimo al mondo a depenalizzare l’aiuto a morire per persone affette da certi tipi di malattie gravi e incurabili.
La norma, approvata dopo anni di battaglia civile da parte di familiari di persone affette da malattie incurabili e associazioni che li sostengono, stabilisce che l’eutanasia (la morte indotta direttamente da un professionista sanitario) o il suicidio assistito (cioè il decesso autoindotto grazie ad un farmaco prescritto da un medico) potranno essere richiesti da persone affette da una malattia “grave e incurabile” o da una patologia “grave, cronica e disabilitante”, che provochino “una sofferenza insopportabile”. Sarà il sistema sanitario nazionale a offrire questa prestazione, a cui avrà diritto chi vive in Spagna da almeno 12 mesi. Il procedimento per dare il via libera all’aiuto a morire durerà circa cinque settimane. Il paziente dovrà esprimere il proprio consenso in quattro occasioni ed almeno due medici estranei al caso dovranno autorizzarne la richiesta.
Gli esperti in questa materia affermano che ci sono ancora diversi dubbi rispetto a come andrà applicata la nuova legge. Uno dei punti più discussi attualmente è quello dei medici obiettori di coscienza: in alcune regioni sono state create delle liste dei professionisti sanitari contrari ad applicare l’eutanasia, ma c’è chi critica questa strategia sostenendo che così alcuni potrebbero essere spinti a iscriversi a priori e invece sarebbe meglio che la riflessione sull’obiezione avvenisse caso per caso.
Il Partito Popolare, formazione leader dell’opposizione al governo di centrosinistra, e Vox, partito di ultradestra, hanno presentato ricorso contro la nuova legge presso la Corte Costituzionale. Non è ancora chiaro quando il tribunale si pronuncerà a riguardo.
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Fonte: rainews.it
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